Apophis è un piccolo asteroide con una forma a palla schiacciata, misura lungo il suo asse maggiore circa 400 metri e pesa grosso modo 46 milioni di tonnellate. Un sassolino rispetto alle consuete grandezze in gioco in astronomia. Nonostante ciò, questo ciottolo spaziale potrebbe apparentemente causarci qualche grattacapo nei prossimi decenni: circa ogni undici mesi infatti compie un giro intorno al sole, attraversando per due volte nel suo viaggio l’orbita terrestre. Fin qui tutto bene, ci sono migliaia di oggetti spaziali con comportamenti simili. La novità di Apophis è che, secondo i calcoli di diversi studiosi, nel 2029 passerà a circa 35000 metri di altezza sul livello della superficie terrestre; una distanza molto, molto vicina in termini cosmici. Per quella data l’ipotesi di una collisione con il nostro pianeta è stata scongiurata, ma la minaccia si ripresenta solo sette anni dopo, nel 2036 quando l’asteroide potrebbe passare molto più vicino al nostro pianeta, e ci sono (basse, ma non nulle) possibilità di collisione con esso: al momento non è ancora possibile sapere quante chance di impatto vi siano perchè durante il passaggio ravvicinato del 2029 la gravità terrestre potrebbe (è un po’ più di una possibilità se tutto quello che ho letto sui libri di fisica è vero..) deflettere la traiettoria in modo poco prevedibile.

Se il botto ci fosse sarebbe grosso. Qualcuno si ricorda della teoria che dice che i dinosauri si sono estinti a causa della caduta di un meteorite che ha cambiato le condizioni di vita sulla Terra? Ecco, magari il genere umano non si estinguerebbe, almeno non tutto, ma di certo non si avrebbe vita facile. Di sicuro l’effetto si ripercuoterebbe su tutto il pianeta, con nuvole di polvere ad oscurare la luce del sole, terremoti e maremoti, malattie, cavallette e chi più ne ha più se ne tenga. Al di là delle apocalittiche previsioni che si trovano a buon prezzo sulla piazza, non sarebbe certo un bel momento, questo si può dirlo con certezza. I grandi geni del pianeta si stanno dunque attrezzando per essere pronti a prevenire l’evento quando nel 2029 si sarà in possesso di dati precisi. Gran saccheggio dai film di fantascienza con idee che non si sa se abbiano più dell’improbabile o dell’irrealizzabile: bombe atomiche a mazzi, scudi deflettori ed ultimamente anche un trattore cosmico con il compito di accompagnare il bizzoso asteroride un po’ più in la. Proprio quest’ultimo è stato il progetto presentato dalla NASA alle Nazioni Unite, con un preventivo di 300 milioni di euro (tuttosommato temevo peggio). Tutto è bene quel che finisce bene dunque? Spostiamo il sassolino con il trattorino e torniamo a vivere in pace? Magari istituiremo anche la giornata mondiale del trattore spaziale a commemorare l’evento?

La verità è che vorrei, davvero vorrei tanto che fossimo arrivati al punto di porci questo problema. Se il nostro principale problema oggi, nel 2007, fosse che nel 2036 forse, con una probabilità su qualche migliaio, un asteroide ci colpirà, sarei felice di vivere a questo mondo e soddisfatto del progresso umano. La verità invece è che non siamo nemmeno sicuri di arrivare al 2036, non con tutte le questioni ambientali che sono ancora aperte e lontane dall’essere affrontate con la serietà e la tempestività che meriterebbero. Non sono affatto certo che, se non verranno presi provvedimenti quanto prima, fra trentanni saremo ancora tutti qui, con questo bel clima temperato, tante specie animali ed aria respirabile. Una volta risolte efficacemente queste problematiche ed assicuratici il futuro fino al 2036, allora sì che sarà il momento di pensare a sassi e sassolini, missioni alla Armageddon e trattori spaziali, botti nucleari e tricchetracche!

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