Esperienza di trentasei ore nella città slovacca a trenta chilometri dalla più frequentata Vienna. Forte della scoppiettante e collaudata compagnia la visita si è identificata subito nella sua natura di consapevolmente dileggiante e rilassato tour del tipico milanese nell’europa dell’Est. Ad accoglierci una desolante e deserta città post cortina di ferro, abitata da sporadici e scorbutici autoctoni con un unica occupazione: avvinghiarsi in baci pilorici in ogni angolo della città, con ogni tipo di essere vivente a sangue caldo, secondo le modalità più ostentate ed acrobatiche. Ed un solo hobby: tendere insidiose ed ingegnose trappole agli incauti turisti allo scopo di espiantare uno o più organi da rivendere sul mercato nero. Gelidissima nel suo freddo acuto e pungente, reso difficilmente sopportabile dalla presenza di venti tesi e taglienti, Bratislava si può riassumere nel castello che domina da una collina il centro storico, una misteriosa cattedrale inviolata ai più e le strette e suggestive vie del centro storico, popolate più da verosimili simulacri bronzei che dagli abitanti della capitale. La vita notturna è generalmente elettrizzante quanto la domenica mattina alla Baggina, salvo alcuni luoghi in cui il picco di movida raggiunge il suo massimo. A quest’ultimo caso appartengono Havana Club e Medusa che incarnano il sogno del discotecaro milanese, alla ricerca di locali accattivanti, bella musica, ingresso libero e compagnie decisamente interessanti. Il tipico modello femminile slovacco è infatti decisamente appetibile, longilineo ed asciutto, occhi chiari e furbetti, sguardi penetranti. Difficile, molto difficile resistere. Degno di nota questa volta l’alloggio designato ad ospitarci: un hotel nuovissimo ma perfettamente integrato nel centro storico, arredato con buon gusto ed attenzione ai particolari, estremamente accogliente e riservato. Tornerei in Slovacchia anche solo per essere nuovamente ospite del Michalska Brana. In complesso un weekend difficilmente dimenticabile che ha superato anche le aspettative e spazzato un po’ di pensierose nubi dalla piazza d’armi che è la mia mente di questi tempi.

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