Cosa c’è di peggio di un pessimo lunedì per dimenticare uno splendido weekend all’estero? Non lo posso nemmeno immaginare, perchè a me è capitato il pessimo lunedì e di certo non perdo tempo ad figurarmi con la fantasia che altro di più sgradevole potesse accadermi. L’arroganza e la superbia di certa gente non trova freno neppure nei propri stessi interessi e l’unico modo per non farsi il sangue marcio o, peggio, abbassarsi al loro livello, è di fingere assoluta indifferenza ed accomodare con un ghigno satanico sulle labbra. In fondo il lavoro è solo lavoro e quando esco da qui non mi ricordo neppure cosa c’è scritto sul mio biglietto da visita. Grazie al cielo non trovo la mia realizzazione tra i banchi dell’ufficio ma ho ben altro di più gratificante di cui pascermi. Ma chi ha questa caratteristica, con l’avvicinarsi della resa dei conti e della valutazione dei risultati annuali, sente il fuoco avvampare sotto le terga e all’usuale aria da factotum aggiunge aggressività e maleducazione. Lungi da me farmi coinvolgere nella pochezza di tali personalità, sebbene sia costretto a collaborarvi ogni giorno. Certo, la soddisfazione di ricacciare in gola al mittente le idiozie che escono da quella bocca insieme all’intera arcata dentale è spesso forte, ma credo di potermi accontentare di ghignare immaginandomi la scena, piuttosto che metterla in atto nella realtà. Di fatto, il continuo contatto con variegate specie di umanità conferma in continuazione la tesi che mi sono suggerito da tempo: che in generale la più forte soddisfazione per l’uomo derivi dalla sopraffazione del prossimo con tutti i mezzi possibili. Una sorta di homo homini lupus applicata al ventunesimo secolo.

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