Incontrare di nuovo qualcuno dopo tanto tempo di lontananza presenta sempre tante incognite. Quello che univa in passato può essere svanito e vedersi ancora può portare ad incentrare i discorsi su tempo che fu, senza riuscire ad attualizzare il rapporto. Parlare di tutto e di niente, stando sul vago perchè non esiste più quel comune bagaglio condiviso che permetterebbe di possedere la chiave di lettura per i temi che si affrontano.

Così non è stato ieri sera ed anzi ho avuto quella bellissima sensazione che si prova quando ci si ricongiunge con qualcuno di caro in seguito ad un periodo di separazione più o meno lungo e si percepisce che entrambi si è cambiati ma che il fil rouge e la fiducia di un tempo sono immutati. Il colorato cibo nipponico di Shiro ha circondato la mia più sincera autobiografia degli ultimi anni, quella che tutti possono sentire ma pochi sono in grado di ascoltare, in quanto pregna di elementi difficilmente trasponibili in parole.

Credo infine che una delle opportunità più interessanti che ci propongono le persone di cui ci circondiamo siano gli stimoli che esse sono in grado di suscitare. Quelle frasi che sono spunti preziosissimi, interpretazioni brillanti di situazioni a noi perfettamente note nel suo lato più manifesto ma che ancora restano misteriose perchè incapaci di comprenderne l’essenza. Può accadere dunque che per passare in rassegna a tutti i messaggi ricevuti in qualche ora di conversazione saranno necessarie settimane. E queste sono proprio le serate che scandiscono come pietre miliari le tappe più significative dell’esistenza.

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