Oggi ho trascorso la bellezza di tre ore e mezza nelle lussuose sale dell’aereoporto di Roma Fiumicino visto che apparentemente era impossibile anticipare la mia partenza a causa della poca flessibilità del biglietto acquistato. Ho colto l’occasione per leggere, finalmente a gratis, essendomi stata donata in promozione da due avvenenti fanciulle, una copia della rivista GQ. Premetto che ho sempre acquistato in aereoporto tale pubblicazione nella sua versione pocket prima di viaggi particolarmente noiosi, considerandola a metà tra Playboy e Fox Uomo. Essenzialmente le parti per me interessanti sono sempre state le pagine centrali con le donne nude travestite da scatti artistici ed alcuni grotteschi articoli che pretendono di far passare come comunissima una realtà che esiste solo nei film americani. Questa volta la mia attenzione è stata letteralmente calamitata dalla copertina recante una foto di Angelina Jolie in versione vampiressa da cui ho fatto fatica a staccare gli occhi, vuoi per il fascino del soggetto, vuoi per l’insolita posa a metà tra il sexy e l’aggressivo. L’articolo relativo ha dato inizio ad una delle più accurate e complete letture di GQ che abbia mai avuto l’occasione di compiere. Sorprendentemente oltre alle figure c’è anche scritto qualcosa! E con mia sorpresa i contenuti sono stati in grado di superare le aspettative: con questo non voglio dire che diffonda la cultura tra gli ignoranti, resta pur sempre una versione al maschile del diffusissimo Glamour del quale mantiene quell’aria un po’ frufru e distaccata dal mondo. Però, c’è un però. Ho apprezzato il modo di scrivere di alcuni (si badi bene, alcuni!) degli autori e diversi (si badi bene, non tutti!) interventi denotavano uno stile che non mi sarei aspettato appartenere a questo genere di pubblicazione. Infine, proprio nell’editoriale, si sottolineava come alla redazione piaccia avvalersi anche di contributi di giornalisti non professionisti od esordienti, cosa che ritengo un’opera pia nel panorama stagnante dell’editoria nazionale. Finirà che cercherò di scrivere qualcosa di sensato in un italiano decente solo per sperare (invano) di vedermelo pubblicato nelle stesse pagine che ospitano Eva Mendes senza veli.

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