Sto viaggiando in auto, ma non sono alla guida. Alle mie spalle la città di Milano, già piuttosto lontana, sto passando per i sobborghi. Per qualche motivo mi aspetto che qualcosa stia per accadere. Qualcosa di importante e di grave. All’improvviso il parabrezza si colora di un riflesso rosso fuoco, mi volto già sapendo la visione che mi si presenterà. Milano è avvolta da un turbine scarlatto di fuoco e vapore, un’intensa cortina bianca si solleva dal centro abitato mentre tutto intorno il calore confonde i contorni degli edifici e del paesaggio. Mi rendo subito conto di cosa è successo, si tratta di una bomba atomica e con gli occhi comincio a cercare le caratteristiche del fungo che piano piano si delinea davanti a me. Improvvisamente ricordo di quanto sia importante non esporsi direttamente alle radiazioni e cerco rifugio dietro una casa, una volta abbandonata l’auto. Non sono particolarmente spaventato, sono vivo e cerco di rendermi conto freddamente di cosa possa essere successo e di chi abbia sferrato tale feroce attacco contro la nostra povera ed insignificante Italia. La soluzione mi si presenta chiara ed inconfutabile nel giro di pochi secondi. E’ stato un attentato spettacolare, con l’obiettivo di creare una forte reazione popolare, proprio come quello delle Torri gemelle di New York. E mai come in questo momento sono convinto delle teorie cospirazioniste che attribuiscono all’intelligence statunitense la responsabilità dell’attentato dell’11 settembre. Bush, ormai a corto di alleati per le proprie conquiste in medio oriente, ha scelto di recuperare un po’ di consensi con la strategia del terrore che si è rivelata vincente in passato. Oltretutto gli Stati Uniti hanno sicuramente la tecnologia della bomba atomica, contrariamente ai terroristi islamici. Mi sveglio soddisfatto, con l’aria di chi è riuscito a risolvere un complicato indovinello.

Annunci