C’è ancora qualcosa che mi piace di Milano in fondo. Ed è la sua notte. Dall’esterno non è altro che una qualsiasi notte di un centro abitato, ma cela qualcosa di particolare che solo in alcune circostanze si palesa. Sfreccio nella tangenziale buia illuminata solo da pallidi aloni arancioni e scie bianche e rosse. La periferia e le campagne che circondano il capoluogo mi sfiorano appena con la loro sottile ed impercettibile presenza. Mi sento parte di qualcosa di enorme che va oltre quel poco che sono in grado di vedere, perchè quando l’orizzonte è più vicino è ancora più ovvio che ci deve essere altro oltre. L’odore blu della notte penetra attraverso gli spiragli dei finestrini e mi inebria come un soave profumo antico che mi riempie i polmoni ed esalta l’animo. Il ritmo incalzante della musica latina scandisce le rotonde curve che descrivo da un capo all’altro della carreggiata, mi sento attaccato alle pietroline dell’asfalto mentre le gomme calde si tendono aggrappandosi ad esso. Non ho paura di niente e non ho bisogno di niente. Perfetta atarassia in armonia con una vita che si diverte a sorprendermi quando meno me l’aspetto, rendendo ogni momento degno di essere vissuto, non come se fosse l’ultimo ma come se fosse una piccola briciola di una grossa golosa torta.

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