Ogni tanto le partite di Risiko prendono una piega psicologicamente deviata ed i giocatori cominciano a soffrire di nervosismo e compulsioni. L’esempio più frequente è quello del tipico sfigato con i dadi che non riesce a conquistare il territorio necessario ad impadronirsi della preziosa carta e si incapponisce fino a bruciarsi tutti i carriaramatini adiacenti, trovando una delle code più sottili della campana di Gauss con tiri ai limiti dell’impossibilità statistica. Il momento simbolo di questi eventi è l’attacco con un solo carroarmato, sconsigliato da nugoli di esperti risikisti, deprecato da enciclopedie e manuali, ma tuttora praticato come extrema ratio. Il malcapitato attacca con una unità sola, contro le probabilità, sperando che la jella che fino ad ora lo ha seguito come una pantera nera avvinghiata alla schiena, lo abbandoni per un momento. Inutile dire che ciò non si verifica quasi mai. Trasfigurando il gioco in realtà mi immagino questo piccolo ultimo carro come le retrovie dell’esercito, costituite da feriti e inabili al combattimento, fino al giorno prima addetti a lavoro da scrivania ed improvvisamente catapultati nella prima linea.

La storia però ci ha abituato ad andare ancora oltre la finzione dei giochi ed ecco che, notizia di oggi, alcune delle truppe statunitensi giudicate non adatte al combattimento stanno per essere inviate in Iraq. Davvero non ho potuto esimermi dall’ironico paragone con il Risiko, pur essendo l’evento ben lontano dallo scatenare ilarità. Dopo oltre tremila soldati americani morti e oltre sessantamila iracheni deceduti a causa del conflitto, la follia non si arresta, ma anzi si aggrava. Il comandante supremo delle truppe yankee, ormai lasciato solo dai propri alleati, non si rassegna a riconoscere gli errori commessi, ormai evidenti anche al proprio stesso partito ed invece rincara la dose, in un ultimo tentativo di portare a casa ancora qualche risultato prima dell’inevitabile caduta, già preannunciata dal cambio radicale nel parlamento. L’unica differenza tra questo ed attaccare sul tabellone da gioco è che almeno sul colorato planisfero di Risiko chi ordina l’attacco suicida ne paga le conseguenze personalmente, perdendo la partita, in questo caso invece le sofferenze altrui, connazionali e straniere, saranno comunque una vittoria per Bush sotto altri punti di vista.

Annunci