Le mie scarpe di pelle nera eleganti da lavoro ormai hanno qualche tempo, per dirla con un eufemismo. E lo dimostrano chiaramente. Si tratta di calzature estremamente classiche, in stile inglese, senza troppe decorazioni, comode ma eleganti e versatili per tutte le occasioni. L’intenzione era di trovare qualcosa di analogo che prendesse il loro posto, come si dice, squadra che vince non si cambia. Purtroppo stranamente la moda ed il mercato, nel giro degli ultimi dieci anni sembrano aver preso un’altra piega. Al momento non vi è calzatura maschile per occasioni raffinate di lavoro o personali che non si estenda ben oltre la punta dei piedi, sia con punte a spigolo che più squadrate. Anche i casi dal mio punto di vista migliori, considerati decisamente retrò dal resto del mondo, sfoggiano punte degne dei sandali di uno sceicco. Ho provato dunque diverse paia di scarpe, eleganti e di ottima fattura, ma tutte a mio parere troppo simili a quelle di Pippo o di un pagliaccio da circo. Non mi vedo proprio ad allungarmi i piedi di cinque centimetri e di mettermi implicitamente sullo stesso piano dei venditori di auto che brulicano nei concessionari con quei sorrisi Mentadent stampati sulla faccia. Eppure purtroppo ho dovuto accettare questa umiliazione. Sono riuscito a renderla solo meno dolorosa limando al massimo la lunghezza della punta ed il prezzo, ripiegando da Vergelio a Bata. Ma sento già il disagio che mi scorre nelle vene per quando sarò costretto ad indossare il mio nuovo acquisto.

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