Cheppalle! Non ha senso che l’attenzione di tutti i mezzi di informazione italiani sia focalizzata sui rapimenti. Non si sente parlare d’altro, come se i rapimenti fossero un momento chiave della vita di ogni cittadino. Sono stufo di sentire ogni mattina parlare di questo e di quello: che hanno parlamentato, pubblicato il video, comunicato coi famigliari. Basta! Non me ne importa nulla! Sembra di essere tornati agli anni 80 ai bei tempi dell’anonima sequestri. Non si può ingombrare i già limitati (in tanti sensi) tempi e spazi dell’informazione con notizie di nicchia, perchè di nicchia si tratta. Questi eventi dovrebbero occupare trafiletti di cronaca, non essere il leitmotiv di settimane di notiziari! La verità è che pur di non tirare fuori i temi più scottanti dei conflitti mediorientali, scomodi e difficilmente gestibili nei loro sviluppi, i giornalisti si ritirano in questi romanzi d’avventura tratti da storie vere con cui ammaliano ed appassionano il loro pubblico. Ma sinceramente, ai fini di quanto della politica internazionale tocca il cittadino, il rapimento di Mastrogiacomo o la reclusione dei tecnici Eni da parte del Mend sono fatti assolutamente ininfluenti, anzi disturbano la creazione di un quadro generale distraendo con vicende di carattere locale. A lato di queste considerazioni sulla scelta e la priorità delle notizie da diffondere, mi indispone fortemente il carattere sensazionalistico ed ansiogeno con cui si raccontano i fatti. Titoli come “ore da incubo”, “giorni di angoscia”, “situazione complessa” non descrivono certo i sentimenti ed i pensieri delle persone che li leggono: l’angoscia e l’incubo appartiene esclusivamente ai familiari delle persone coinvolte e forse, non sempre, ai personaggi pubblici che si adoperano per la soluzione della situazione. Lasciamo da parte le telenovele esotiche e proviamo ad informarci davvero!

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