Ho l’abitudine, ed ormai un po’ l’ossessione, di redigere mentalmente sorte di bilanci annuali della mia vita, con lo scopo di capire cosa è cambiato, se ci sono stati miglioramenti o meno, quali dei miei obiettivi sono stati raggiunti e quali ancora mancano. Quest’abitudine è in realtà piuttosto recente, probabilmente risale agli ultimi anni di università, ma da quando ha preso piede, anche la mia vita sembra avere un senso più preciso, una struttura su cui poggiare. Al punto che ormai i bilanci si sono fatti molto più frequenti e mi ritrovo a pensare alle evoluzioni degli ultimi sei mesi comparandole con quelle dell’ultimo anno e cercando di trovarvi similitudini ed evoluzioni: mi sembra quasi di essere uno di quei dirigenti che passano le giornate a spulciare grafici a torta e misteriose tabelle cercando di estrarvi dati utili. Una certa passione per la matematica e per la ricerca di analogie possono aiutare. Nella maggior parte dei casi comunque i cambiamenti più evidenti sono di abitudine o di interessi, ma nascosti sotto di questi e strettamente legati spesso si riescono a scovare anche mutamenti più profondi, a livello di valori e modi di pensare. Certo questi aspetti non sono ovviamente quelli che cambiano nel giro di qualche settimana e proprio per questo è utile ricordare il tempo passato perchè esso sia da punto di riferimento e di confronto con il presente.

Proprio ieri sera, parlando di tuttaltro, mi sono reso conto, con l’aiuto di qualcuno che mi ha conosciuto solo recentemente, di quanto sia cambiato dall’estate scorsa ad oggi. E questo cambiamento coinvolge davvero tantissime delle sfaccettature che compongono la mia personalità. Al punto che quasi non mi riconosco più ed i cambiamenti risultano sconosciuti anche a me stesso. Chi mi ha mai visto fare tardi prima di settembre scorso alzi la mano! Chi mi ha mai visto frequentare più di tre persone alla volta alzi la mano! Chi mi ha mai visto fare quello che sapete prima dell’autunno alzi la mano! Chi mi ha mai visto entusiasta di trascorrere tempo con gente sconosciuta alzi la mano! Fosse anche solo per questi meri cambiamenti di abitudine nell’impiego del tempo libero, tralasciando tutti gli altri grossi cambiamenti intervenuti nel frattempo, ci sarebbe parecchio da pensare. Ricordo che la prima volta che sentii la massima “solo gli stupidi non cambiano mai idea” mi colpì così tanto che decisi quasi di farne il mio motto, tanto più che ben si coniugava con la mia personale tendenza alla noia per qualsiasi cosa venga perpetrata per tempo sufficiente. Ad maiora dunque!

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