Ieri sera al PalaSharp c’era Roberto Benigni e a vederlo c’ero io. Insieme a qualche altro migliaio di persone e le rispettive auto. Queste ultime hanno atteso fuori nel parcheggio. Generalmente in passato ho sempre nutrito una certa diffidenza per Roberto, come per tutti quelli che abbracciano troppo entusiasticamente una certa parte politica ed in questo particolare frangente mi sono lasciato invitare alo spettacolo solo pensando che, come il titolo dello spettacolo suggeriva, l’attore si limitasse a leggere un canto di Dante. La mia diffidenza è cresciuta molto nel corso della scorsa settimana scoprendo che lo spettacolo avrebbe anche incluso una serie di battute di attualità che ero già certo di non gradire. Ma, come chi mi conosce ben sa, più sono diffidente nei confronti di qualcosa, più è probabile che esso mi stupisca positivamente. E anche questa volta così è stato.

Per quasi tre ore il multiforme ingegno ha tenuto la platea tra attualità e Dante riuscendo a trasmettere in una sera e con una chiarezza inedita tutti i valori che tutti condividiamo e sono la base della vita umana. E’ in un certo senso paradossale che un comico come Benigni, con la scusa di declamare e spiegare il quinto canto dell’Inferno, tra una risata e l’altra sulle notizie più in voga del momento, debba venirci a ricordare chi siamo, il valore della vita e dell’amore. E’ stupendo farsi strappare per una sera a tutte quelle attività così lontane dalla natura umana che ci occupano ogni giorno, e tornare a ricordarsi cosa sia la vita, in che senso sia la cosa più bella del mondo e perchè sia nostro dovere e piacere esaltarla nella sua manifestazione perfetta. Con un preambolo filosofico come questo Dante non è altro che il bel messaggero esteticamente sublime di quanto già sentiamo, non certo il noioso carnefice di versioni in prosa, versi a memoria e riassunti di canti.

Vorrei sapermi esprimere come Benigni per essere in grado di spiegare quanto sono d’accordo con la sua visione della vita, quanto condivido i valori che con tanto vigore ed entusiasmo diffonde ed incarna. Vorrei aver letto meglio Dante, senza perdere tempo con note e critiche medievali, per godermi la positività che trasmette che inevitabilmente abbiamo sempre recepito inquinata da influenze esterne. Consiglio caldamente a tutti la visione dello spettacolo di Roberto Benigni, per sbarazzarsi almeno per due ore dell’inumanità di cui ci avvolgiamo ogni giorno.

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