Mi fa impazzire girare per le strade di Milano nelle notti dei weekend e della settimana e sentire che comunque, pur avendo alle spalle quasi 28 primavere, sono ancora in grado, fisicamente e psicologicamente, di divertirmi come un tempo e di fare tutto ciò che intrattiene ed occupa le serate di chi la boa dei 20 la vede davanti a sè o l’ha da poco doppiata. Non posso più rinunciare a quei giri in auto alla ricerca dell’occhio del ciclone del divertimento della serata, una sorta di caccia al tesoro a forza di sms e suggerimenti dell’istinto, un lungo ed emozionante Camel Trophy che prende l’avvio da un aperitivo e finisce in un panettiere abusivo con una briosche o, per i più arditi, una quattro stagioni. Mi piace, come la mia natura misantropa si trova a volte ad ammettere a malincuore, incontrare gente nuova ed interessante nei posti più improbabili, incrociare di nuovo volti conosciuti e cercare di collocarli nella storia con un nome, un età e qualcosa che mi accomuni ad essi, scoprire di non aver capito nulla quando il primo che passa, con una parola sola, fa scattare misteriosi meccanismi e maieuticamente nuovi pensieri e considerazioni prendono forma. Non posso non pensare che il momento in cui smetterò di fare tutto questo coinciderà con la morte dei sensi, il requiem della creatività e del pensiero filosofico, la pace eterna dello studio antropologico di me stesso e degli altri che tanto mi appassiona, lo spegnimento completo di ogni tipo di stimolo esterno. Il nulla.

Annunci