Non so se alla fine Vancouver sarà la mia meta dei prossimi mesi o la vita mi porterà altrove. Ultimamente sono successe così tante cose che non so più per cosa e per dove entusiasmarmi. L’entusiasmo e la passione che prima erano dirette con precisione da cecchino verso il Canada, ormai non sanno più dove puntare, ma da qualche parte la sorpresa arriverà ed entro breve lascerò queste mura che in questo momento mi stanno strette e percepisco come inferriate. Giovedì comunque mi prendo un anticipo sui miei sogni e me ne volo in Canada per dieci giorni; cioè il volo dura una dozzina di ore, ma poi mi fermo la per dieci giorni, non è che volo in ricognizione sopra Vancouver per giornate intere! Saranno giorni splendidi, lontano da tutto e lontano da tutti, salvo pochi colleghi che saprò sapientemente evitare. Mi piacerà crogiolami nella solitudine di un ambiente a me nuovo e misterioso, vestire panni di un altro popolo e vivere un’altra vita. Come quando da piccolo sognavo di scappare di casa e viaggiare per il mondo, senza che nessuno sapesse dove fossi. E se mi toccherà di tornare qui, beh sarà per poco, solo per rendermi conto che il tempo è giunto e che è ora di andare.

Sono un testardo, è vero. E spesso è necessario che sbatta la testa contro il muro per capire che ho sbagliato direzione. Ma piuttosto che farmi indicare la direzione da seguire da qualcun altro preferisco sbagliare, almeno è un errore che percepisco come mio. Mi piace essere un filo d’erba e farmi accarezzare dal vento che amorevolmente decide dove portarmi, ma a volte devo trovare il modo di essere un filo d’erba diverso, ed andare controvento, anche solo per non essere confuso con uno qualsiasi degli altri.

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