Una situazione molto semplice, un topos della vita milanese: il passeggero che si avvicina all’autista dell’autobus ATM e chiede a che fermata debba scendere per recarsi in una certa via. Si suppone ovviamente che chi guida mezzi pubblici abbia una conoscenza della città pari a quella dei tassisti e che sia dunque in grado di dare indicazioni preziose sui modi più rapidi di raggiungere certi indirizzi. Questo capita, ma con eccezioni. Ad una di queste ho assistito un paio di giorni fa. Un povero vecchiettino, con un evidente difetto di pronuncia, ha chiesto all’autista dove si trovasse via Bezzecca (da lui prununciata effettivamente “Beffeca” o qualcosa di simile). Non so se non sia stato capito o se effettivamente l’interlocutore non conoscesse la risposta alla domanda posta, di fatto, sebbene l’autobus fosse effettivamente in sosta presso la fermata più prossima alla via, il povero signore non sembrava in grado di venirne a conoscenza. Diversi altri passeggeri dell’autobus però avevano udito la domanda e, apparso evidente che l’autista non sarebbe stato utile si è sollevato un brusio di voci che suggerivano al passeggero di scendere li. Era però uno di quegli strani sottofondi sonori a cui siamo stati abituati a scuola, quando l’insegnante chiede all’interrogato qualcosa che quest’ultimo non conosce e i più perfidi della classe bisbigliano la risposta a voce abbastanza alta per farsi belli con la professoressa, ma sufficientemente bassa per non rischiare di suggerire al compagno. Ecco, la situazione era la medesima, con i passeggeri che suggerivano distrattamente di scendere ed il povero vecchietto in panico che non sapeva cosa fare. Ora, a scuola c’è un motivo chiaro seppur cinico per comportarsi in un certo modo, ma perchè mai qualcuno non dovrebbe voler indicare ad una persona anziana la strada? Ci ho pensato parecchio e non ne sono venuto ancora a capo. Credo abbia a che fare con un sentimento di vergogna per parlare ad un estraneo o di imbarazzo nei confronti delle persone circostanti, anche se entrambe queste ipotesi non mi soddisfano pienamente. Per concludere l’episodio alla fine ci ho pensato io a far scendere lo spaesato vegliardo e farlo sentire in una Milano più accogliente di quello che in realtà sia. E io che mi considero misantropo..

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