Non è quello che pensate, maiali! C’è sempre una certa parte dei lettori che pensa che mi permetta di scrivere chissà che genere di sconcezze! Davvero riprovevole..

Volevo invece raccontare di ieri sera, qualche ora passata al pub dell’hotel in compagnia di un po’ di colleghi tra gli ululati di una partita di hockey ed un insistente cameriere che si presentava a chiedere ulteriori ordini non appena notava che uno qualsiasi dei bicchieri del tavolo non era più pieno fino all’orlo. E’ stato splendido. Oh beh, sicuramente un po’ meno dopo che un mio collega americano ha pensato bene di versarmi inavvertitamente (spero) addosso una pinta di birra, dividendola equamente tra i pantaloni e la borsa del computer (beerproof). In ogni caso mi sono molto rincuorato perchè, contrariamente alle aspettative, sono riuscito a trascorrere diverso tempo in compagnia di ragazzi stranieri, quasi tutti di madrelingua inglese, in ogni accento ed inflessione disponibile sul globo terracqueo, e divertirmi parecchio. Insomma, ho avuto successo nel capire quel che dicevano, farmi capire e spesso risultare anche divertente! O almeno così mi hanno fatto credere.. Questo significa che in fondo c’è possibilità di trovare gente accettabile, ragionevole e brillante anche fuori dalla cerchia delle mura spagnole, il che è un grandissimo passo avanti!

La verità è che dopo una settimana di immersione completa in un ambiente internazionale le capacità di relazionarsi il lingua straniera crescono a dismisura fino non solo a riuscire ad esprimersi correttamente e comunicare senza troppi problemi evitando di sembrare un profugo, ma anche riuscire a cogliere doppi sensi e battute. Oggi grandi risate quando una delle persone che teneva un corso ha detto “the guy takes a dump on a table”, frase interpretabile in diversi modi a seconda del significato che si dà a “dump” e “table”. E ho riso di gusto!

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