E rieccomi a Milano, giusto in tempo per festeggiare qualcosa che questa città non vedeva da quasi ventanni. In volo pensavo che la prossima volta che percorrerò la stessa tratta starò tornando in Italia a salutare parenti ed amici dopo un lungo periodo trascorso altrove. E mi ha fatto un certo effetto. Meno male che il volo Lufthansa, nel suo complesso, ha provveduto a tenermi allerta e distrarmi. Se potete scegliere volate con qualsiasi altra compagnia! Le hostess sono isteriche e poco pazienti, tutto il contrario di quello che chiunque si aspetterebbe. Addirittura una si è alzata con modi marziali e ha spedito al proprio posto un piccolo capannello di passeggeri riunitisi per fare due parole e certo impreparati davanti alla furia scatenatasi nei loro confronti. Non parliamo poi del comfort di volo, decisamente al di sotto della media e indegno di una traversata oceanica. Le attrezzature sono decisamente insufficienti e i sedili scomodissimi. Se fosse poi possibile gradirei la selezione prima dell’imbarco: ero seduto di fianco ad un inquietante sosia di Mengele e circondato da un gruppo di Texani in confronto ai quali Bush sarebbe sembrato un colto e raffinato intellettuale. La prossima volta passo per Amsterdam e magari prendo anche una coincidenza larga onde sfruttare i prodotti tipici locali. Infine, la notizia tanto attesa: ho tenuto acceso non uno, ma due telefoni cellulari durante il corso dei viaggi di andata e ritorno, per un totale di oltre 25 ore. Apparentemente le interferenze non devono poi essere così pericolose, visto che sono qui sano e salvo. Tuttavia i telefoni non sono stati di alcuna utilità perchè, per motivi che tecnicamente mi sfuggono, ma potrebbero avere a che fare con la portata delle antenne a terra, non c’è campo. No, niente telefonate gratis e a dir la verità nemmeno a pagamento.

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