Ci sono giorni in cui il passato remoto si incontra con il passato recente e il presente con il possibile futuro. Giorni che sembrano non finire mai e giorni che a metà cominciano a diventare nebbiosi ed imprescrutabili. La vita fugge via senza attendere nessuno, tanto meno coloro che si perdono in indugi e dubbi esistenziali su scelte già fatte. L’esistenza procede a lunghe falcate ed il tempo per i ricordi ed i rimpianti non può che lasciare spazio a quello per i progetti ed i sogni ancora da realizzare, semplicemente perchè il tempo è poco ed ubi maior minor cessat. I messaggi e le comunicazioni si susseguono ad un ritmo serrato, sono il guardiano e la prigione di qualsiasi cosa interessante nasca o muoia. Manca tutto un certo ambiente in attesa che venga ricreato tra un diluvio ed una tangenziale, un sorriso ed un silenzio. Tutto ad un tratto i ricordi affogano nella confusione come per sottolineare che non si tratta di realtà ma di semplici rielaborazioni della stessa ed in quanto tali lontani dall’essere attendibili. L’acqua bagna ma riesce anche ad appannare la vista e la lucidità, l’autolavaggio è inutile in un giorno umido e giova solo ai muscoli e alla distrazione. Ecco il primo maggio, la festa dei lavoratori, come se il lavoro fosse davvero la prima preoccupazione e causa di pensieri dell’uomo. Il passato ci taglia le gambe, il futuro ci toglie la voglia di correre.

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