Ecco un nuovo polpettone transgender, nel senso di trasversale rispetto ai classici generi cinematografici, che incorpora in due ore e mezza supereroi, teatrini romantici, battute da cabaret, horror/thriller e commedie casalinghe da domenica pomeriggio. Dedicato non ad un pubblico specifico ma ad un pubblico qualsiasi, unico obiettivo piacere a tutti indistintamente, fumettari e non, famiglie e ragazzotti, coppiette e solitari. E di fatto ci riesce. Il soggetto e la regia si circondano con soddisfazione di tutti il luoghi comuni più cari al loro pubblico e vi fanno leva per snodare una trama mai più lontana dall’essere anche vagamente imprevedibile e, in virtu di questo, altamente godibile. Tobey Maguire ha decisamente esaurito il repertorio di espressività per l’uomo mascherato e raschia il fondo del barile interpretando per qualche minuto il playboy a lui meno adatto, ci salva per un pelo la campana. La Dunst calza a pennello nel ruolo di MJ, fidanzata rompipalle ed egocentrica, incapace di trovare una priorità sensata tra la propria carriera di cantante e la salvaguardia della popolazione, abile comunque a scatenare lo scompiglio in sala mentre si slingua con gusto il rivale del Ragno. I cattivi ormai pescano da un repertorio polveroso che sa di un tempo che fu, tanto che l’uomo-sabbia non può far altro che ispirare maligne battute, nonostante la spettacolare genesi, e il mostro nero venuto dallo spazio si porta appresso un senso di deja-vu cosmico da sbadiglio a metà mattina. Ma bando alle pignolerie, il tempo in sala trascorre rapidamente per tutti tra risate ed effetti mirabolanti, i personaggi sono simpatici e realistici (!) nel loro eroismo a stelle e strisce, l’aria di fumetto si respira a pieni polmoni quasi come in Sin City, la proiezione intrattiene e diverte senza lesinare la consueta parabola medio borghese da portare a casa e mettere in pratica. Possiamo davvero desiderare di più?

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