Meta assolutamente inedita per me. Non sono mai stato in Germania, salvo aereoporti, e mai nella capitale che tanto è stata importante protagonista della storia del secolo passato. L’occasione è proposta ed organizzata dalla solita agenzia viaggi, gli amici a zonzo per il mondo, in vena di zingarate alla Amici Miei e con un desiderio di staccare per 48 ore dalla vita milanese. Questa volta siamo in quattro, di cui tre follemente patiti di vicende belliche della seconda guerra mondiale: ho la vaga sensazione che mi toccherà patire qualche tonnellata di musei, tra modellini, ricostruzioni e sgualciti audiovisivi. Di sicuro non potranno essere peggiori delle esposizioni di manichini travestiti di cui abbiamo abbondantemente goduto in Normandia poco meno di un anno fa. Comunque sia si parte! Ed il tema del viaggio, comunque e ovunque avvenga, è uno di quelli a me più cari, da sempre e non può giungere in alcun modo sgradito. Il programma è il medesimo, ormai pluricollaudato: partenza sabato mattina da Orio al Serio, preceduta da caffè e briosche nel lercissimo baretto, ritorno domenica sera con il volo charter che riporta indietro le vocianti scolaresche, nel mezzo tutto quello che resterà segreto di stato tra i partecipanti, salvo altrimenti specificato. Credo che quello che più mi affascina di questi viaggi sia il poter associare a ciascuna di queste città che abbiamo visitato la compagnia degli amici e tutte le folli microvicende che hanno luogo nel corso della gita. Penso a quando in futuro tornerò nella stessa città e per un momento mi rivedrò in compagnia di queste persone, a me tanto care.

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