Tiene banco fin troppo negli ultimi giorni il polverone sorto in seguito alle battute poco amichevoli indirizzate al Vaticano da parte del conduttore Rivera in occasione del consueto concertone in Piazza San Giovanni a Roma. Al centro della polemica un paio di battute che non sono state ben digerite (non che in passato qualche battuta lo sia stata) dagli alti prelati cattolici: “Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta” e “Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana”.

Parlando delle risposte dell’Osservatore Romano, quello che in questo caso, come in altri, mi chiedo è se c’è davvero bisogno di prendersela tanto; voglio dire, che genere di battute ci si può aspettare da un evento marcatamente di sinistra e frequentato da persone che condividiono un certo tipo di ideologia? Pretende la Chiesa approvazione da un evento di matrice marcatamente laica se non atea? E’ davvero necessario per la Chiesa piangere dalla maestra ogni volta che qualcuno li prende in giro? Senza contare il fatto che esporre pubblici reclami tramite la stampa significa dare risalto all’intera vicenda oltrechè a critiche risibili quali quella dell’evoluzionismo: vorrei proprio sentire quali religioni si sono evolute radicalmente dalla propria nascita in poi! Fa parte del concetto di religione il non modificarsi radicalmente, se la dottrina cambia posizione ad ogni giro del vento che razza di credo è? Sarebbe invece stato molto più utile eventualmente spiegare perchè, nella visione della Chiesa cattolica, ha avuto senso non concedere i funerali a Welby e celebrarli per altri personaggi. Le scelte dei funzionari religiosi probabilmente risultano prive di senso per tutti coloro che alla religione non appartengono, e così sempre sarà, ma necessitano di essere spiegate nel dettaglio a tutti i fedeli perchè essi non si vedano oppressi da decisioni apparentemente arbitrarie, ma abbiano gli strumenti per integrarle in ciò che già credono. Se questo è effettivamente possibile. In questo la Chiesa è molto più che carente e sembra preferire di lasciare serpeggiare i dubbi di connivenze politiche e sociali, piuttosto che chiarire ogni volta in che modo vengono definite le via da intraprendere.

Dall’altra parte gli autori delle battute alla base della bagarre dimostrano che la fantasia di cui dispongono è pari all’intelligenza della folla di pecoroni a cui si rivolgono. E’ assolutamente ridicolo che questo genere di personaggi continui a pestare un ferro ormai gelido trascurando invece tematiche ben più di attualità e importanti. Prendersela con i cattolici, per una certa frangia ideologica, sembra essere diventato lo sport preferito, in mancanza di successi politici di cui essere davvero fieri. E’ facile poi rivolgersi con sicurezza ad una folla di esaltati che applaudirebbero a qualsiasi dichiarazione accompagnata da una bandiera rossa. Forse sarebbe ora per la sinistra italiana di crescere un pochino e di rendersi conto che non siamo più negli anni 80, ma il mondo, e con esso i problemi in gioco, sono radicalmente cambiati: non è più tempo per Don Camillo e Peppone, abbiamo ben altro di cui occuparci con urgenza e attenzione. I funerali di Welby o la cosiddetta evoluzione della Chiesa non ci salveranno dalle problematiche ambientali, dalla prepotenza di alcune nazioni e dalle conseguenze della disparità sociale, solo per citare alcuni dei temi realmente importanti. Ma sembra che questi siano troppo difficili per essere affrontati seriamente da chi va in giro a cantare slogan e sventolare bandiere.

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