“Si vis pacem, para bellum” dicevano già i latini senza sapere quanto la massima avrebbe avuto successo in futuro. Parlando di preparazione della guerra, ieri è stato presentato dalle forze armate del Regno Unito un nuovo modello di sottomarino, brillantemente battezzato “Astute”. Quanto un mezzo bellico possa avere a che fare con l’astuzia lascio ai lettori decidere. Di fatto il neonato della flotta di sua maestà è innegabilmente un gioiello della tecnologia ed incanala in ottica militare tutti gli avanzamenti degli ultimi anni. Tralasciando l’arsenale bellico pur di tutto rispetto, il piatto forte è che l’Astute sarà in grado, grazie alla propulsione nucleare, di viaggiare per 25 anni senza rifornimenti di carburante oltrechè generare aria ed acqua per l’equipaggio. Si tratta del mezzo navale ideale che Marco Ramius avrebbe voluto per la sua fuga. Costo dell’oggetto qualche miliardo di sterline. Sono queste cifre che esulano dalla comprensione mia che solitamente ho a che fare con qualche ordine di grandezza in meno. Trattasi di migliaia di milioni di euro. Quando qualcuno avrà dovuto decidere se intraprendere questo progetto o meno e gli sarà stato presentato il costo, come avrà potuto decidere a cuor leggero della sorte di tanto denaro? Dei contribuenti oltretutto. Cosa si sarebbe potuto fare con la stessa cifra, rinunciando ad infoltire le file della marina? Abbiamo davvero bisogno di un mostro di metallo da 7800 tonnellate che vegli sulle nostre coste? Ai posteri l’alberoniana risposta.

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