Tanti sono, con questo che state leggendo, i messaggi, articoli, post, chiamateli come vi pare, che fino ad ora hanno popolato le pagine di questo blog. Numero alto che fa un po’ paura, più che altro per non essere stato atteso. Certo non immaginavo di riuscire a scrivere 500 insiemi di vocaboli in lingua italiana aggregandoli in modo tale che a qualcuno venisse voglia di leggerli. Eppure così è stato. Non so quanto ancora durerà questa attività, se arriveremo a mille e più o ci fermeremo a cinquecentouno, al momento sono estremamente soddisfatto di essere riuscito a formalizzare e trasmettere tante delle idee che mi frullano per la testa e tanti dei pensieri che mi sono venuti in mente nel corso di questi due anni, in relazione ad eventi pubblici e privati o semplicemente a proposito dell’esistenza umana in generale. Non sono ancora riuscito a considerare tutto questo come una sorta di diario e rileggere quello che scrivevo mesi fa, ed in fondo non sono sicuro di volerlo fare tanto presto, è sempre stata questa la parte dello scrivere diari che non mi interessava. Il blog è uno strumento meraviglioso nella sua banalità che riesce a coniugare un dialogo personale tipico del diario con la comunicazione nei confronti di un pubblico, per quanto piccolo e limitato alle conoscenze personali come in questo caso, che contribuisce attraverso commenti ed osservazioni alla creazione di una base comune. Blog non come esperienza privata ed ermetico flusso di coscienza ma come proposta di piattaforma di scambio con altri. Terminologia da collettivo rivoluzionario, per contenuti intrisi di liberalismo radicale. Grazie di continuare a leggermi finora e continuate quando questo sarà uno dei pochi mezzi rimasti per restare in contatto.

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