Sì, il film è di qualche tempo fa, non lo nego, il 1996 ormai è a due lustri di distanza, ma ho avuto modo di vederlo solo ieri sera e dunque ne scrivo solo ora. Il rinato Leonardo di Caprio, allora ancora in piena epoca di nascita prima dei fasti di Titanic, e Claire Danes, scomparsa poi dagli schermi che contano, interpretano una parodia in tempi più che moderni della celeberrima tragedia di William Shakespeare, chiamato in causa da diversi succosi ammicamenti durante la proiezione. La nostrana Verona, teatro dell’opera originale, lascia il posto alla molto più yankee Verona Beach, città che carica al ridicolo tutte le tematiche più ricorrenti della città americane. E dunque la faida tra Capuleti e Montecchi si trasforma in rivalità tra bande stracittadine, a base di motori alla Fast and Furious e travestimenti degni del miglior Almodovar, conditi con ville che nulla hanno della cinquecentesca opera, ma ricordano molto di più manieri da papponi d’oltreoceano. Il tragediografo inglese sarà indeciso se raschiare il coperchio della tomba nel tentativo di uscirne e castigare a dovere i dissacratori delle sue ineffabili opere o ridacchiare di un Mercuzio trans a cui nemmeno lui aveva pensato e un Romeo che va melodiando versi poetici in quartieri in cui per molto meno verrebbe preso e rivoltato come un calzino. Ne risulta dunque un semi-musical di visione piacevole per il continuo susseguirsi di scene ad effetto, contrasti cromatici, musiche conosciute in contesti insoliti e più in generale il parodiare un caposaldo della letteratura di tutti i tempi con tecniche innovative. Chi non l’avesse ancora visto si attrezzi.

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