I lunghi viaggi sono fatti di piccoli passi. Ma tanti piccoli passi possono portare lontano. Ci sono piccoli passi che però sono un po’ più grandi degli altri, per il momento o per il suole che calpestano. Passi che sembrano essere più lunghi degli altri proprio perchè sono gli ultimi che separano da un obiettivo, quelli che consentono di raggiungere delle tappe importanti o addirittura la meta. Sono quelli che danno la forza per compiere altri passi, quelli che con una piccola soddisfazione motivano nel continuare la corsa o la camminata. E si manifestano in tante forme, spesso lontane da ogni sospetto. Una telefonata, un incontro, un sorriso, una firma, un’email..

Ieri sono stato protagonista di uno di questi piacevoli avvenimenti. In un periodo in cui ho troppe cose per la testa che non riesco a seguire completamente, ma nemmeno parzialmente, le buone notizie sono la linfa vitale che consentono di stare a galla ancora per un po’ e cercare di superare il momento decisamente difficile. Così, quando ho visto l’iconcina del nuovo messaggio di posta, individuato il mittente ed il soggetto, già ero al settimo cielo. Da quel momento il Canada è un po’ più vicino. I più di 11.000 Km che secondo l’oracolo Google separano Milano da Vancouver sono leggermente diminuiti, o mi appaiono più in discesa di quello che sono. Nonostante resti la traversata a nuoto dell’oceano.

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