Oggi è stata la giornata di lavoro più lunga della mia vita da quando diversi anni fa ho cominciato a far parte della schiera degli assunti. Dalle 8.30 a poco prima delle 22, senza pause se non un paio di tappe in bagno e un paio di bicchieri di acqua per far credere allo stomaco di avere mangiato. Di cose da fare ce n’erano ancora prima che aprissi la porta dell’ufficio, ma si sa che nell’informatica l’imprevisto è solo ciò che si è già previsto che accade nel momento meno opportuno, e oggi era quel momento, congiuntura astrale di circostanze sfavorevoli. Odio chiunque nella sua ignoranza informatica mi chiede aiuto piagnucolando “non funziona niente”: qualcosa che funziona c’è sempre. Beh, oggi non avrei obiettato. Non funzionava niente. Attaccare un portatile alla rete aziendale era come provare a chiamare casa con i telefoni della Chicco. La mia prima reazione a questo genere di problemi è la noia spazientita: già è lunedì, già devo venire a lavorare, ci manca solo questo! Oggi invece la Luna in Plutone ha probabilmente spinto il mio stato quantico a configurarsi in modo più sensibile e recettivo della media degli ultimi vent’anni. Per la prima volta mi sono applicato con ogni mezzo alla soluzione di un problema, pur mantenendo la concentrazione necessaria per impiegare il tempo restante nelle attività ordinarie che comunque dovevano essere portate a termine. Sembrava quasi che mi interessasse personalmente risolvere nel modo migliore la situazione critica venutasi a creare, senza averne alcun tornaconto personale se non la soddisfazione di aver fatto tutto per benino. Ed i risultati non si sono fatti attendere, grazie anche alla collaborazione di chi mi ha aiutato nel migliore dei modi. Che stia impazzendo? Perche alle 18.00 la penna non è caduta? Dovrei preoccuparmi?

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