La noia e la ripetizione sono il terrore che mi attanaglia di continuo e che guida le mie decisioni, l’abitudine ed il consenso il morbo che mi mangerebbe da dentro, le tradizioni e le ricorrenze la tortura cinese che consuma le mie forze. Se il fato non interviene a mescolarmi la vita di quando in quando, sono costretto per la mia stessa sopravvivenza a farne le veci e introdurvi turbolenza da solo, capovolgendone i principi, spostandone gli assi, rifondandola diversamente. Una mutazione genetica alla ricerca del principe darwiniano, frutto di successive evoluzioni che approssimano la perfezione? No, piuttosto una passione per lo stravolgimento forzato, le nuove sfide, il rinnovarsi un punto di arrivo. Per dimenticarsi almeno un attimo che non ha senso nulla di quello che ci circonda e che non abbiamo veri scopi. E’ come quando i bambini giocano con gli animali e li mettono in difficoltà per vedere se riusciranno a cavarsela. Rovesciano la tartaruga sulla schiena e la guardano divincolarsi con le zampette scommettendo tra di loro se riuscirà o meno nell’impresa di rimettersi in piedi. E quando l’animale dopo innumerevoli sforzi vi riesce, ecco che si inventano una nuova sfida più difficile per mettere a prova le capacità della vittima. Io sono la tartaruga che si rovescia sul guscio da sè, senza bisogno dell’iniziativa di nessuno, per il solo gusto di riportarsi in piedi o di soccombere nel tentativo di farlo.

Annunci