Ma c’è qualcuno che ha il coraggio di dirlo chiaramente ed assumersi la responsabilità dell’affermazione? Qui sono anni e anni che andiamo avanti a forza di riforme delle pensioni, come se esistesse una soluzione per salvare carta e cavoli, cercando di tappare con una mano tutti i buchi di uno scolapasta che ormai di acqua ne ha più poca. Comunichiamo da un giorno all’altro al popolo italiano che da oggi nessuno avrà più diritto a far parte dei pensionati. Chi lo è andrà avanti finchè non tira le cuoia, gli altri si cerchino un po’ un’altra soluzione che è ora che diventino grandi anche loro chè mammà non c’è più. Cosa che sarebbe bene che cominciassero a fare comunque, perchè anche senza questo annuncio la pensione non la prenderebbero mai in ogni caso. Ora che arrivano alle soglie della vecchiaia l’età pensionabile sarà ben oltre il secolo. Cominciamo a consegnare ai lavoratori i soldi che guadagnano ogni giorno da domani, senza trattenere contributi che non verranno mai restituiti ed eventualmente tassiamo per qualche anno i ceti più abbienti per consentire ai pensionati attuali di arrivare agevolmente alle tombe senza morire di fame.

Questo popolo ha bisogno di un cambio di mentalità, perchè lo statalismo di questi cinquantanni è finito e non tornerà per un bel po’. E’ il momento per tutti di prendersi le proprie responsabilità e pensare al proprio futuro autonomamente, senza attendere che sia qualcun altro a provvedere sempre dall’alto. Lo scenario provocatorio descritto sopra è evidentemente a prima vista crudele, ma è paradigmatico di come qualche cosa debba cambiare ed il tempo dei cambiamenti lenti e graduali sia passato da tempo. Se cambiamento crudo e crudele non sarà, verrà il momento in cui tale cambiamento sarà forzato. Basta attendersi aiuti e contributi da uno stato che non ha più modo di erogarli. Basta trovare ogni modo di pretendere denaro. Basta con l’organizzazione statale delle finanze dei cittadini. Il frutto del mio lavoro è mio e decido io se spararmelo in gelati o pensare al mio futuro con saggezza. Altro che metà del tesoretto ai pensionati, investiamo sul futuro, non sui moribondi!

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