La protesta illegale e non autorizzata di un manipolo di poche decine di persone che ieri mattina hanno bloccato la circolazione dei convogli presso stazione Tiburtina a Roma è la dimostrazione della mentalità assistenzialista e delle male abitudini che una certa fetta della popolazione italiana ha adottato. E’ il colmo che diversi pendolari viaggiassero regolarmente senza biglietto su una tratta ferroviaria appellandosi a convenzioni ormai scadute da tempo e che, nel momento in cui il comportamento illecito è stato identificato, abbiano anche preteso di essere dalla parte del giusto, imbastendo una protesta che lunga la dice su quanto l’Italia sia di manica larga nel consentire a chiunque di manifestare le proprie idee, per quanto assurde esse siano, nei modi più molesti e nocivi per il resto dei cittadini. Da notare poi che la protesta non è stata organizzata in anticipo e con obiettivi definiti ma ha avuto luogo esclusivamente a partire da un evento, il controllo del biglietto, normale procedura sui mezzi pubblici. E qui poi pur di avere una minima possibilità di sfruttare a sbafo i servizi dello stato, tutti sono saliti sul carro dei manifestanti, ciascuno adducendo una versione propria alle cause dell’insurrezione. Una certa mentalità italiana, come accennavo all’inizio, vuole che si cerchi di ottenere il più possibile dalla collettività, succhiando in ogni modo dalle risorse comuni per poi venire a lamentarsi dell’aumento della pressione fiscale e dell’aumento delle spese o dei disagi dovuti alla mancanza delle stesse risorse comuni che si è contribuito ad esaurire. Fatto è stato che la follia di pochi parassiti è costata a molti onesti la giornata di viaggio. E con ogni probabilità quanto è successo non cambierà una virgola. Si spera.

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