Che ridere ieri. In verità non so quanto ho riso e quanto mi sono sentito uno sciocco ingenuo. Insomma la scena si è svolta, per così dire, via email. Da diverse settimane sono ormai in contatto con le risorse umane dell’ufficio canadese per definire tutti i dettagli del mio arrivo e finalmente ieri siamo arrivati, in accordo con il mio nuovo responsabile, a definire delle date molto precise per tutto quanto accadrà nel corso di questa intensa ed eccitante estate. Mi si richiedeva dunque l’elenco dei miei benefit nella posizione attuale per fare in modo di mantenerli senza soluzione di continuità nel passaggio al nuovo ufficio. Ora, in tutti i posti di lavoro che hanno avuto l’onore dei miei servigi fino ad ora mi sono stati presentati con il termine “benefit” tutti quegli strumenti di lavoro quali telefono cellulare, computer portatile o auto che impropriamente vengono considerati elementi di soddisfazione in più oltre alla regolare retribuzione. Dunque ho scritto che al momento i miei benefit sono il computer portatile, il telefono cellulare e quei ticket restaurant che con il proprio importo sono l’indice più evidente delle differenze di posizione e stipendio in Italia. La risposta è stata quella seccata di qualcuno che sente menare il can per l’aia e non ha voglia di perdere tempo e farsi prendere in giro. La gentile signorina non faceva certo riferimento a queste sciocchezze ma al piano di assistenza sanitaria e dentistica, oltrechè la previdenza sociale privata, tutti servizi che fanno parte normalmente dei contratti stipulati dalle aziende del luogo. Ho dunque mestamente risposto che nessuno di questi servizi erano al momento attivi per il contratto attuale.

Sento già però i più radicali di una certa parte che mi risponderanno che l’assistenza sanitaria e la previdenza sociale fanno parte del più ampio pacchetto di offerte che il nostro stato offre in cambio delle cospicue tasse che ogni anno felicemente versiamo proprio in questa stagione. Certo che sì. A rigore l’osservazione è corretta. Se solo quanto trattenuto fosse lontanamente dell’ordine di grandezza del valore dei servizi erogati dallo stato. Se solo avessi la certezza che domani l’INPS, o chi (o se qualcosa) ci sarà al suo posto, mi manterrà davvero grazie a quanto sto versando loro in questi anni. Se solo potessi essere sicuro che se oggi mi fa male un dente non devo attendere per due mesi un appuntamento con la mutua e nel frattempo soffrire come un condannato. Invece altrove lo stato applica una pressione fiscale di molto inferiore, lasciando modo ai cittadini di vivere dignitosamente, e le aziende provvedono esse stesse a preservare la salute ed il futuro delle proprie preziose risorse umane.

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