Aaah, e anche le vacanze estive di quest’anno sono andate. Tanto attese per tanti mesi e come di consueto se ne sono andate in un lampo, ma questa volta ancora più degli altri anni. L’estate 2007 mi ha visto in una ideale alternanza di mare e colline nell’incantevole scenario delle Cinque Terre in Liguria. Al caldo sole che ha illuminato e scottato le ore passate al sole si sono avvicendati indimenticabili momenti all’ombra della brezza estiva sotto ampie fronde a leggere e dormicchiare nell’ozio più pronfondo. Hanno completato il quadretto i gusti gastronomici della costa e dell’interno, tra gamberoni, vongole, panigacci, testaroli e piatti di carne mista, senza dimenticare quantità industriali di gelati nostrani ed ogni genere di conforto a temperature vicine allo zero Celsius, uniche in grado di mitigare il clima feroce. Certo, mi sarei aspettato qualcosa di più dei 2 (due) giorni di ferie che mi sono stati concessi, visto che il mio compito nella filiale italiana è sostanzialmente terminato da diversi giorni, ma, come mi è stato detto, “c’è bisogno di me”. Per che cosa non si sa, ma c’è bisogno. E quando c’è bisogno ecco che come Mastro Lindo arrivo con i miei muscoli e rendo tutto brillante con un sintetico profumo di limone. Tra il denaro di rimborso delle spese non godute a fine contratto ed il tempo di tali ferie avrei di gran lunga preferito le seconde, ma mi dovrò accontentare del denaro, pur di valore inferiore. Sì perchè il cambio tempo/denaro non è a 1,0 come vorrebbe il proverbio, ma ultimamente i mercati mondiali privilegiano il tempo.

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