E’ dall’inizio del nuovo millennio ormai che i mezzi di comunicazione ci aggiornano periodicamente sulla diffusa presenza e la subdola attività delle cosiddette “cellule di Al Qaeda”, presunti manipoli di terroristi islamici in attesa di essere scatenati contro la presuntuosamente definita “civiltà” occidentale. La domanda che mi sono posto qualche tempo fa è se qualcuno ne abbia mai vista una o abbia avuto l’assoluta certezza della loro esistenza. Il dubbio mi si è presentato dopo che recentemente è emersa la tanto a lungo sospettata verità sulla vicenda della scuola Diaz nel luglio 2001, occasione della quale si è sempre parlato ufficialmente in un certo modo salvo scoprire anni e insabbiamenti più tardi come si siano svolti realmente gli eventi. La verità era stata dunque coperta e manipolata con scopi ben precisi, come tante altre volte in passato. Lo stesso può valere per le cellule di Al Qaeda che puzzano di ingigantimento ad arte, se non invenzione, caratterizzato da aspetti paradossali e difficilmente accettabili da chiunque rifletta qualche momento. Si tratterebbe di nuclei di terroristi sopiti, in attesa di un segnale da una altrettanto fantomatica organizzazione centrale, peraltro mai accertata con precisione, per organizzare letali attentati. Nessuno è mai stato in grado di spiegare esattamente come avvenga l’intero processo e certo non c’è stata mancanza di mezzi, visti i continui stanziamenti economici e provvedimenti legislativi da parte dei governi di diverse nazioni per consentire agli organi esecutivi virtualmente qualsiasi intervento nel momento in cui si sottolinei che l’emergenza è di tipo terroristico. L’intera definizione è troppo avvolta nel fumo e della supposizione dopo anni di allerte terrorismo e improbabili catture strategicamente eseguite per dare risonanza o per celare altri avvenimenti. Concordo dunque con il tanto ben segretamente informato Giuseppe D’Avanzo quando dalle pagine di Repubblica parla di “abbaglio Al Qaeda” e “incubo terroristi”, accusando le autorità di diffondere il panico nei confronti di un pur esistente terrorismo islamico con l’unico scopo di giustificare le operazioni militari in medio oriente agli occhi dell’opinione pubblica.

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