La casa è provvista di tutto, davvero tutto ciò che serve per passare qualche settimana senza doversi preoccupare delle attrezzature di base. Mancano solo quelle piccolezze come sapone, shampo e simili. Ieri sera dunque verso le nove mi sono deciso a scendere al supermercato anche per procurarmi qualche cibo da sgranocchiare. E qui i primi guai. Non ho mai avuto grossi problemi a fare la spesa, so scegliere i prodotti con un buon rapporto qualità/prezzo, spendere tanto per quello che mi piace e soprattutto capire se qualcosa mi può piacere o meno con un rapido colpo d’occhio. E’ un misto di conoscenza delle marche ed intuito che consente di comprendere il contenuto dall’involucro. Ebbene, ieri sera mi sono reso conto di quanto le mie abilità siano circoscritte all’Italia o quantomento all’area europea. Scaffali e scaffali di oggetti sconosciuti, con involucri diversi dal solito e strane scritte sopra (maledetto marketing di prodotto) che invece che scrivere “sapone per le mani” riportano “essenza rivitalizzante agli oli tropicali” senza alcun riferimento agli arti superiori. Lo stesso, anche peggio, vale per il cibo. E qui temo che l’unica tattica efficace, in assenza di qualsiasi marchio conosciuto eccetto Cocacola, Kellog’s e pochi altri, sia fare diversi tentativi e prendere nota dei risultati. Ieri il primo tentativo è stato abbastanza di successo con uno yogurt bianco accettabile corredato da cereali sconosciuti ma mangerecci e nachos conditi da salsa mexicana cercati per diversi minuti nel dedalo del supermercato. La buona notizia è che il reparto frutta e verdura non soffre degli stessi problemi ed anzi presenta diverse primizie che sarà mio piacere provare nelle prossime settimane. E lo scaffale delle birre presentava protagonisti sconosciuti! Per dovere di cronaca comunque la selezione dei pochi oggetti elencati mi ha richiesto più di mezzora..

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