Foca. Con la “o” di Otranto. La giornata comunque non era cominciata benissimo. Mi sono svegliato dopo una eccitante serata passata a modificare codice PHP per una splendida feature del mio sito che non stupirà nessuno al di fuori di me. Oltre i vetri della finestra il cielo era grigio e anche da un’occhiata superficiale risultava che piovesse, ma non riuscivo a vedere le gocce. Così sono ottimisticamente uscito in maglietta. E invece pioveva bene. Questa di Vancouver non è (ancora?) la pioggia milanese che dio la manda, quella con le gocce grosse come bicchieri da rum, è più sottile ma decisamente fitta e tamburellante. Quindi bagna. Fortunatamente ho ancora un po’ di sale in zucca e ho estratto l’ombrello che mi ero saggiamente messo nello zainetto nuovo di pacca. Beh, a metà mattinata mi sono avvicinato alla finestra per vedere come stesse la piantina che mi hanno regalato come dono di benvenuto e, oh sorpresa, si era rasserenato tutto! Senza perdere l’attimo sono balzato al piano di sotto e insieme con due colleghi mi sono diretto al famoso Canada Place, suggestivo molo di attracco delle navi da crociera trasformato in belvedere, cinema, fast food e luogo di ritrovo per comitive di turisti. E proprio la sotto, nelle acque del molo che suppongo non essere proprio mediterranee in quanto a temperatura, nuotava una foca, alternando movimenti canini ad immersioni degne di un delfino. Fichissimo. Anzi fochissimo, ahah. La foto che ho prontamente scattato non credo che arriverà mai su questo blog, l’animale non è sufficientemente distinguibile. La prossima volta mi getterò in acqua alla Jacques Cousteau pur di acquisire un’istantanea di qualità. Il pomeriggio è invece trascorso secondo quella che ormai è abitudine, salvo una splendida visita organizzata agli uffici, dedicata al manipolo di neoassunti di cui faccio parte e condotta da una affascinante ragazzina della risorse umane. Tra lei e le altre, il nome del dipartimento è decisamente appropriato. Infine ho trovato un appartamento che potrebbe essere quello in cui andrò a vivere da Ottobre. Ventesimo piano di un edificio nuovissimo. Pieno centro città. Palestra, piscina, centro estetico e affini inclusi. Due terrazzi a disposizione per barbecue vari. E, colmo dei colmi, guardando bene l’indirizzo mi sono reso conto che è il palazzo che ho davanti agli occhi appena fuori dalla finestra dell’ufficio. L’unico difetto è che è un po’ caro rispetto ad altri, ma, da amico di un sultano, non escludo nulla a priori. Questo per dire che tra foche ed altro anche oggi la mia piantina non ha bevuto e deperisce visibilmente. Spero che non si tratti di un sottile test psicologico per mettere alla prova la mia affidabilità.

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