Mi stavo apprestando a prendere l’imprevedibile ascensore dell’ufficio per recuperare un po’ di caffè caldo al celeberrimo Mezzanine, quando nel primo pomeriggio si avvicinano due colleghi e mi fermano. “Condolences” mi dicono sorridendo mentre li guardo con aria interrogativa al limite dell’idiozia. “Di che state parlando?” penso io in italiano ed ecco che come per rispondere al mio pensiero uno di essi esclama sorridendo “Pavarotti passed away!” ed in segno di unione spirituale mi porge la mano che stringo automaticamente con una di quelle espressioni che universalmente significano “E a me chemmefrega?”. Mi sembra quasi che, visto che la notizia mi è stata data qui, riguardi questo mondo e che il realtà il Pavarotti vero, il ciccione che canta con Bono e i suoi friends, sia ancora beato in Italia a fare finta di regolare i suoi conti col fisco. E invece questa sera mentre scorro sorridendo l’edizione online del rotocalco italiano per eccellenza, il Corriere della Sera, trovo conferma dell’avvenuto. Oltretutto i giornali del bel paese accusano ancora l’effetto estivo di mancanza di notizie (o di voglia di comunicarle) e così il feretro di big Luciano occupa la gran parte della prima pagina, con collegamenti a corollari di commenti da ogni dove. Mi rendo conto di come l’essere sottoposti al bombardamento di notizie sulle vicende personali dei personaggi più in vista dello spettacolo porti all’illusione di conoscerli realmente e quasi considerarli conoscenti o addirittura amici. Un altro grande (in tutti i sensi) che se ne va, penso dunque tra me e me riascoltando mentalmente le indimenticabili arie del Barbiere di Siviglia e scorrendo la barra laterale. Quand’ecco che la vera notizia sconvolgente mi urta con tutta la sua forza. E’ morto anche Gigi Sabani! O meglio, dovrei dire che è morto Gigi, e poi anche Pavarotti. Per di più il povero presentatore non ha avuto nemmeno gli onori della cronaca perchè tutti sono presi a celebrare il trapasso dell’unico evasore fiscale italiano di un certo tenore! E ora come spiego ai colleghi chi è Gigi e che apprezzerei nuove e più gradite “condolences”?

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