Prima di partire, in quei bei giorni in cui tutte le sere c’era una buona occasione per montare una festa di addio, ho conosciuto una ragazza di Vancouver in visita nella penisola per qualche giorno. Ci siamo scambiati i riferimenti perchè il suo fidanzato è appassionato di calcio e di certo avrei potuto partecipare anch’io alle partite settimanali a cui ormai mi ero abituato frequentando il prestigioso terreno di gioco Masseroni Marchese. Una volta giunto qui però, sarà che ho scritto male l’indirizzo o che ho fatto una brutta impressione, non avuto alcuna risposta alla mail che ho prontamente inviato e sono dunque rimasto senza squadra di calcio. In aiuto è però giunto quasi subito il collega Ryan che pur appartenendo all’area vendite e sfoggiando un sorriso Colgate è singolarmente simpatico. Sin dal giorno del mio arrivo ha subito cercato di coinvolgermi a giocare a calcio nella squadra ad 11 di cui fa parte insieme ad un altro collega del terzo piano. Da quel che ho capito giocano in un campionato ben più serio di quello di quelli a cui sono abituato, senza nulla con questo togliere alla Gabu’s league. C’è tanto di iscrizione, tesserino, maglietta ufficiale e arbitro. Mica posso presentarmi con la maglietta di Adriano, i miei soliti pantaloncini bianchi da tennis e le calze di spugna del mercato! Ma soprattutto questi fanno per davvero! Esiste un calendario ufficiale, apparentemente tutte le squadre dell’area metropolitana di Vancouver sono classificati in divisioni che si affrontano a fine anno in playoff. E ormai oggi ho pagato la quota associativa, dato la fototessera e compilato il modulo di adesione, non posso più tirarmi indietro! Chi glielo va a dire ora che ho sempre giocato a 5 ed ero anche piuttosto scarsino con punte in cui ho rischiato il linciaggio? L’ottimista collega ha esordito sulla mailing list della squadra con “Marco will be joining us soon, he’s italian and he’s played soccer all his life”. Aspettative altissime dunque per il mio debutto che dovrebbe essere nella partita indoor non ufficiale di giovedì prossimo, subito seguita sabato da un match di campionato. Farò come quella volta che sono andato a giocare con le amiche del Vittoria, concentratissimo sin dal primo secondo come se affrontassi il dream team di Van Basten e Pelè, all’erta come un furetto e grintoso come un rottweiler . Ma soprattutto determinato a non creare la minima opportunità per figure indegne. Ne va dell’onore dei campioni del mondo!

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