Difficile dire come mai venga associato al calcio perchè davvero ci sono troppe differenze. Si gioca in un campo di terra sintetica che ricopre il ghiaccio usato per giocare ad hockey. Le dimensioni sono quelle di un campo da hockey e i bordi sono delimitati da barriere di plastica. E soprattutto il clima è quello da hockey. Freddo come il ghiaccio appena sotto i piedi. Le porte sono una via di mezzo tra quelle da calcio a 11 e quelle da calcetto 5 contro 5 e sono incassate nelle barriere a bordo campo. Non esiste il fallo laterale nè la rimessa dal fondo, se la palla è in campo è buona e valgono le cosiddette sponde contro le barriere laterali o di fondo. Un contatto con un avversario nei pressi delle barriere è punito con l’espulsione. E’ considerato fuori solo se la palla tocca il soffitto o esce dal campo. Il campo è diviso in tre aree e non si può percorrere palla al piede più di due di esse senza passare ad un altro giocatore. Si gioca 6 contro 6 in due tempi da 23 minuti circa. Le squadre fanno cambi al volo con i compagni a bordo campo ogni due minuti circa. E ce n’è un dannato bisogno. I ritmi sono frenetici: il gioco è rapido molto più di qualsiasi calcetto abbia mai visto prima ed il fatto che non ci sia il fuori significa che non c’è mai occasione di tirare il fiato. Gli avversari inoltre non sono mai stanchi visti i continui cambi ed è difficile giocare strategicamente sulla stanchezza. L’unica nota di sollievo è che, sebbene corrano come indemoniati, dal punto di vista tecnico e strategico sono decisamente nordamericani. Livello basso di fondamentali, poche azioni funamboliche, decisamente nessun fuoriclasse. Alla mia portata insomma. Nessuno mi crocifiggerà per uno stop non riuscito o un tiro sbilenco. Intanto però questa sera, complici i due mesi di fermo sportivo, sono riuscito a giocare per non più di quattro turni da qualche minuto ciascuno prima di crollare senza fiato e con timore di crampi. Non una gran prima figura, ma per quanto riguarda fiato e muscoli sono molto più fiducioso che se il problema fossero la tecnica e la posizione in campo. Nel giro di un paio di settimane avrò gambe e polmoni all’altezza e allora farò la mia decente figura, con magari qualche sprazzo degno di una minzione (non ho sbagliato a scrivere) d’onore. Intanto ho trovato un evento sociale che mi terrà occupato due giorni alla settimana e comincio a conoscere un po’ di gente. Oggi poi gli avversari erano una squadra femminile, chissà..

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