Non sia mai detto che non ascolto i miei fedeli lettori: già non sono nemmeno 25 come quelli di quel tal Manzoni, se poi faccio finta di non leggere nemmeno i commenti che tanto diligentemente inviano rischio di perdere anche questa dozzina che mi ritrovo. Dopo aver letto tante beghe sulla nuova grafica a due colonne del blog dunque, ho pensato di offrire la possibilità a chi lo volesse di leggere quel che scrivo senza dover per forza sopportare i miei bizzarri gusti estetici. Ho cercato inoltre di venire incontro ad alcuni amici che so leggono queste pagine da apparecchi elettronici sofisticati quali Blackberry e smartphones in genere e che potrebbero non avere piacere di essere sottoposti a complesse architetture grafiche. Da oggi (molto reclam retrò) dunque mush.it è disponibile anche in versione low tech, accessibile dal comodo link in fondo alla pagina. Cliccando su di esso per vostra sfortuna i contenuti rimangono i medesimi, ma l’intero carrozzone di design viene estirpato in favore di un grosso e ben leggibile font nero su sfondo bianco. Nel caso invece i frizzi e i lazzi piacessero è possibile tornare ad essi cliccando sul link in cima alla pagina. La scelta viene ricordata e dunque la prossima volta che accederete al sito vedrete la versione che avete visto l’ultima volta. Se continuate a cambiare fatevi vedere da uno specialista perchè date segni evidenti di schizofrenia. Il disegno di questa semplice grafica mi ha anche dato l’opportunità di avvicinarmi al mondo dei framework di CSS che non avevo ancora esplorato. In particolare per l’impaginazione ho utilizzato il framework Blueprint che è stato un ottima guida per intuire il funzionamento del metodo in generale. Questo è un passo ulteriore verso la prossima versione hi-tech che sarà ben più hi-tech del solito visto che ho intenzione di provare ad utilizzare un po’ di AJAX e portare un briciolo di quel che chiamano Web 2.0 anche su queste pagine. Nel frattempo attendo commenti e suggerimenti sulla versione low-tech in modo tale che possa essere utile quanto sperato e non susciti ulteriori lamentele nel gentile pubblico. E con questo vado a preparare le valige per la Gran Bretagna.. (ahah, ma quanto è retrò dire “Gran Bretagna”? Quasi come andare in isvizzera..)

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