Stavolta è stato un circo ancora più del solito. Gli scali negli Stati Uniti mi hanno lasciato estremamente scosso, forse anche per stanchezza. Certo concordo sul fatto che non abbia senso farsi un’idea di un paese da qualche ora in un aereoporto, ma non ho potuto fare a meno di essere colpito da diversi aspetti della vita nordamericana che sicuramente erano passati molto edulcorati nel pur vicino Canada. Non riesco a bene a mettere a fuoco di cosa si tratti, ma di sicuro mi sono sentito proveniente da un altro pianeta al punto da non riuscire a trovare nulla di cui potessi cibarmi senza il terrore che si trattasse di qualcosa di tossico per il mio organismo. Ecco, forse il primo impatto forte è questo rapporto turbolento che le persone sembrano avere con il cibo, amandolo ed odiandolo allo stesso tempo, gioia e dolore di ogni momento. E di ogni momento davvero si tratta perchè se pensavo io di non avere orari e di essere disordinato negli orari dei pasti, dopo una rapida occhiata mi sono sentito subito più tranquillo. A qualsiasi ora del giorno, la maggior parte delle persone che si vedono hanno in mano qualche genere di cibo che mangiucchiano svogliatamente. Un’altrettanta maggior parte esibisce un qualche evidente difetto fisico che è fin troppo facile collegare con il cibo. Dopo due mesi in Canada infine gli americani mi sono proprio sembrati dei chiassosi terùn d’oltreoceano, maleducati e strafottenti almeno quanto una certa fetta di italiani.

OK, aspetto già gli ovvi commenti che mi accusano, a ragione, di superficialità e mi ricordano con aria saputella che non si può certo vantarsi di conoscere un paese e darne giudizi dopo qualche ora. Sono proprio un ignorantone presuntuoso. E fin qui non ci piove. Io però replico che in questa vita non abbiamo nè tempo nè risorse per arrivare a conoscere tutti i paesi, tutte le culture, tutte le discipline e tutte le opere teatrali, c’è per forza da operare delle scelte che per ipotesi sono a priori, senza dunque conoscere cosa si rifiuta. Proprio come quando incontro una persona nuova mi faccio rapidamente un’idea di come sia per valutare se abbia senso iniziare a frequentarla o invece sia più conveniente passare alla successiva, allo stesso modo mi comporto sul resto. E se dopo qualche visita questi Stati Uniti di cui tutti parlano non mi convinceranno ancora, beh vorrà dire che passerò a vedere un po’ come sono il Messico o il Venezuela. Chi ha detto che non si può vivere senza essere stati a New York?

Annunci