Ero sempre stato abituato ai tenui e ristretti festeggiamenti italiani o europei, quelli per cui Halloween, storicamente una celebrazione nordamericana legata alla fine dell’estate e alla spiritualità pagana, è un’ottima occasione per darsi alla trasgressione nei locali più apprezzati. Non che questo sia un male, anzi. Qui a Vancouver però c’è una differenza: non c’è la minima necessità di entrare in alcun locale per godersi lo spettacolo. Dalle prime ore della serata le strade del centro si affollano di ogni sorta di costumi colorati e non, indifferenti al clima che comincia ad essere più rigido di qualche mese fa. I tradizionali travestimenti legati a streghe, mostri e cattivoni in genere hanno lasciato la popolarità ai personaggi degli ultimi film, alle idee più originali e a qualsiasi costume risulti succinto a sufficienza da lasciar apprezzare i fisici invidiabili di questi tossicomani della palestra. Ho visto pirati, zombi, Elvis, Bender, soldati dai 300, animali di ogni genere, fauni e una marea di fanciulle travestite da non-so-bene-come-definire. Questo popolo di montanari timidoni ligi alle regole almeno una volta all’anno sembra acquistare una personalità latina ed esplodere in un turbine di stravaganza, sebbene il clima ieri sera fosse ben differente da quello di Rio. Ho avuto anche occasione di constatare come la resistenza al freddo degli abitanti locali sia assolutamente impareggiabile: sfido chiunque a stare in coda diverse decine minuti per entrare in discoteca vestito da fauno, cioè a petto nudo con un paio di bermuda, al piacevole teporino di 5 gradi centigradi. Non ritengo di soffrire il freddo, ma temo che non ce la farei nemmeno dopo essere uscito da due mesi all’inferno. Altra singolarità, un dispiegamento di forze dell’ordine discreto ma decisamente massivo consente lo svolgersi dei festeggiamenti in assoluta sicurezza, salvaguardando la salute dei cittadini ed intervenendo prontamente per interrompere qualsiasi attività che possa rovinare il clima. Ecco, se proprio devo dire qualcosa, secondo me quel ragazzo travestito da poliziotto non meritava di essere tradotto a mezzo volante solo per aver osato appropriarsi della divisa ufficiale per un giorno di festa. Ma qui, lo si capisce subito, con l’ordine non si scherza mai, nemmeno ad Halloween. “Offenders will be prosecuted”.

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