Ho letto per la prima volta di Meetup sul sito di Beppe Grillo i cui accoliti ne fanno gran uso. E’ un servizio gratuito internazionale che consente di organizzare eventi a tema e di gestirne i dettagli logistici con l’efficacia tipica dell’internèt. Ho pensato dunque di vedere un po’ che genere di incontri si organizzano a Vancouver ed ho trovato un gruppo di appassionati di italiano che si ritrovano una volta alla settimana per parlare la nostra meravigliosa lingua. E così, in men che non si dica, mi sono iscritto ed ho confermato la mia presenza per il primo incontro che si è tenuto in un caffè italiano nella parte est di Vancouver. Tra l’altro oggi è stata una bellissima giornata, cielo terso e clima freddo ma non fastidioso, e in serata è stato piacevolissimo fare due passi per Main Street per raggiungere il luogo del ritrovo.

Ci siamo ritrovati in otto, provenienti da diverse parti del mondo ma con in comune la lingua di Dante, o una specie di surrogato, e la voglia di mettersi in gioco, chi a sforzarsi di parlare correttamente, chi a cercare di non mangiarsi le parole e discorrere in un italiano comprensibile al di fuori della zona di Porta Romana. Chi mi conosce da tempo sa che non sono propriamente entusiasta di conoscere troppa gente in una volta sola e tanto meno di trovarmi in un ambiente sconosciuto senza facili e percorribili vie di fuga. Eppure questa sera mi sono proprio trovato a mio agio. Ho anche fatto amicizia con il barista, un romano trasferitosi qui all’età di diciassette anni su cui devo aver fatto così buona impressione che mi ha anche offerto un ottimo caffè all’italiana. Insomma ho speso due ore a chiaccherare in italiano, raccontando di me ed ascoltando di altri, senza alcun filtro, come quel vecchio capolavoro degli Articolo 31.

Ce la sto davvero mettendo tutta per conoscere gente. Non so se l’uomo in generale sia un animale sociale come affermava quel cavernicolo di Seneca, ma di certo io lo sono molto più di quanto non creda se dopo solo tre mesi non vedo l’ora di conoscere gente. In fondo era anche una delle cose che volevo costringermi a fare venendo qui. E vissero tutti felici e contenti.

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