Mi sto affezionando al cinema d’essai che ho sotto casa. E’ talmente comodo e talmente economico che quando in serata non ho nulla di utile da fare guardo un po’ cosa propone la programmazione e metto alla prova la mia capacità di leggere sottotitoli. Inoltre è un modo per sentirmi ancora parte di quell’intellighenzia che temo di aver abbandonato una volta lasciato il Berchet. Oggi, dopo un’oretta nella palestra del palazzo, ho pensato che 12 dollari (poco più di 8 euro) per due film di qualità si potevano anche spendere e, senza nemmeno indossare la giacca, ho attraversato la strada e mi sono presentato al botteghino. Film della serata odierna, due documentari: “Because the bible says so”, viaggio negli Stati Uniti più bigotti ed intolleranti nei confronti della categoria di persone che qui nella “progressista” West Coast sembra aver trovato il proprio rifugio, gli omosessuali. Per i due motivi citati, l’ambientazione statunitense e la denigrazione del popolo gay, il documentario è risultato esilarante agli occhi degli smaliziati canadesi presenti in sala che non perdono occasione di ridere a crepapelle delle idiosincrasie della strana società in cui vivono i vicini yankee, considerati decisamente dei sempliciotti per non dir di peggio.

Il secondo documentario, intitolato Czech Dream, mi è risultato estremamente simpatico per il tema che affronta e le modalità con cui viene condotta la narrazione e mette in luce una delle più inquietanti e pericolose tendenze della società moderna. Il film è un caso in Repubblica Ceca ed è stato materia di studio e dibattito in diverse sedi, proprie e non, scatenando diverse polemiche. Si tratta dell’esperimento di due studenti che, con il patrocinio del ministero della cultura, imbastiscono una perfetta campagna pubblicitaria per l’inaugurazione di un nuovo gigantesco ipermercato, reso attraente al pubblico di clienti dalla grafica degli annunci e dai prezzi imbattibili. L’operazione viene condotta con altissima professionalità dai due protagonisti e registi che con grande determinazione e realismo seguono tutti i passi dell’enorme battage pubblicitario che porta al grande giorno in cui il popolo ceco potrà avere accesso a questo nuovo centro commerciale. La sorpresa è che non c’è nessun centro commerciale, è tutta una messa in scena ed il 31 Maggio di quest’anno diverse centinaia di cechi si sono trovati beffati davanti ad un muro colorato dopo aver assistito ad un impeccabile taglio del nastro inaugurale. Uno spaccato eccezionale di una nazione a mezza strada tra il proprio passato sovietico e le incombenti sirene della globalizzazione, alle soglie del referendum per decidere l’appartenenza all’unione europea. Da non perdere!

Annunci