Alla fine ci sono cascato come un allocco (!). Dopo mesi che facendo spallucce (!!!) ne sento parlare, a Milano e a Vancouver, ho scaricato la prima serie di questo telefilm (!) e me la sto divorando voracemente, come solo una preda ignuda senza pubblicità può lasciarsi sbranare. Per chi non fosse familiare con lo sceneggiato (!) la serie tratta di un gruppo di persone da ogni parte del mondo che scopre di avere dei poteri al di là della normalità: la ragazza che rigenera, il negher che fa dimenticare i ricordi, lo sbirro che legge nei pensieri (e intanto si fa ciulare la moglie), il politico che vola, la biondona schizofrenica, il bambino prodigio che parla coi computer e chi più ne ha più ne metta. Manca solo l’uomo intelligente e la donna che non si lamenta. Il tutto condito in una salsa apocalittica con tanto di balzi avanti ed indietro nel tempo, colpi di scena a bizzeffe (!), genitori che scoprono figli come neanche in Beautiful, spionaggio e polizia, insidie e tradimenti. Secondo un copione trito e ritrito ma ancora decisamente vincente. Tutto quanto è necessario per soddisfare la famiglia, dalla teen-ager che vuol fare la velina al fratellino cospirazionista tutto casa e internèt. Un prodotto perfetto, avvincente per tutti. Questa è di solito la parte in cui esprimo un saccente però appellandomi ai buoni costumi dei nostri padri. Che so, all’attore tale puzza il fiato, la sceneggiatura fa acqua, incongruenze che neppure i fan di Star Trek. Questa volta non riesco a trovare lati negativi in una serie di avventura che suscita letteralmente dipendenza. Quello che non mi spiego è come facciano tutti i telepossidenti ad attendere la puntata successiva per una settimana e sorbirsela con la pubblicità nel bel mezzo dei punti cruciali. Io me ne sto guardando sei o sette puntate al giorno e non sono pago ancora. Addirittura l’altra sera, ammetto non lucidissimo, me ne sono guardate due tra le due di mattina e le quattro, mangiando popcorn come un ossesso e chattando con qualcuno che non ricordo assolutamente chi sia, ma che è pregato di dimenticare tutto quello che posso aver detto. La bottomline di questo discorso da salumiere di Monza, con tutti il rispetto per gli abitanti di Monza (e Villasanta), è che forse è confortante per le persone immaginare e sognare di avere delle capacità straordinarie, perchè sotto sotto quello che siamo non ci lascia mai completamente soddisfatti. Al calcetto non ne azzecco una, mi sono laureato con una media da minus habens, quel naso così grosso non mi è mai piaciuto del tutto. Ma soprattutto, al comune e riconosciuto bisogno di essere come gli altri e di potersi sentire parte di un gruppo, si oppone fortemente quello che io ritengo essere uno dei bisogni primi dell’uomo, l’essere migliore, in tutti i sensi, degli altri. Ma questo è un sasso in uno stagno che raccoglierò prossimamente.

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