Prima giornata di sci a Vancouver. Finalmente, diranno alcuni, ma io ho bisogno di tempo. Ed ecco che finalmente stamattina mi sono rivestito di tutta l’attrezzatura che ho accuratamente scelto nell’ultimo mese e mi sono diretto a Grouse Mountain. Ho sempre sottovalutato il valore di una buona attrezzatura da sci, ma effettivamente avere una buona tavola, scarponi comodi e indumenti giusti può fare molto nell’economia di una giornata di sci. Certo, spero di non dover mai utilizzare il dispositivo antivalanga incluso sia nei pantaloni che nella giacca, ma se nella malaugurata ipotesi venissi tagliato a metà potrebbero trovare sia le gambe che il torso! Invece il tessuto caldo ma traspirante ed impermeabile è un buon compagno di giornata, soprattutto quando si prevede di cadere più di una volta.

Insomma, partenza da casa a piedi alla volta di Waterfornt, attracco del Seabus diretto a North Vancouver. Venti minuti a piedi sono tutto il serio fastidio che è necessario sopportare per arrivare alla più vicina meta sciistica di Vancouver. Un quarto d’ora di Seabus mi porta a Lonsdale dove in altri venti minuti raggiungo lo Skyride, nome altisonante per la funivia diretta alle piste di Grouse. Poco più di un’ora dopo aver chiuso la porta di casa dietro di me, sto allacciando gli scarponi e mi sto calando la maschera sugli occhi che intanto scrutano la mappa delle piste alla ricerca di qualcosa alla mia altezza. Non aiuta certo il fatto che qui i colori delle piste siano diversi dai consueti blu, rosso, nero. Posso intuire però che il nero resta qualcosa di difficile anche nella nuova tavolozza.

Il tempo non è eccezionale. Non fa certo freddo, ci saranno due o tre gradi sotto zero, ma tira vento e nevica piuttosto forte, il che riduce la visibilità parecchio. In compenso le condizioni delle piste sono eccezionali. Alla neve già presente di aggiunge quella fresca e farinosa che continua a cadere creando le condizioni ideali per sciare. Onestamente credo di aver sciato poche volte su una neve di questa qualità. Il paesaggio intorno, per quello che si può intuire, è molto pittoresco, tutto bianco e ghiacciato, come ho visto poche volte in Italia a causa del clima caldo e delle poche precipitazioni. Dall’altra parte, fatto salvo il vento, il clima non è insostenibile e posso dunque lanciarmi con la mia tavola sulle nevi canadesi.

Ricordo qualcosa su come si scende in snowboard da un annetto fa, ultima e quasi prima volta in cui ho provato il mezzo. Cerco di ricordare i fondamentali della discesa e fortunatamente riesco a risparmiarmi tutta quella fase di cadute nel tentativo di stare in equilibrio. Nonostante questo c’è ancora da lavorare parecchio sulla predicibilità e sicurezza dei miei percorsi, ma conto di tornare presto. In seggiovia invece ridacchio tra me. Il motivo è semplice: lo skipass qui funziona in un modo particolare, si acquista alla partenza della funivia e viene controllato solo all’imbarco della funivia, all’andata ed al ritorno. Tutti gli altri impianti non hanno alcun tipo di controllo del biglietto. Ovviamente ci sono diverse tariffe per sciatori e non, e mi fa ridere pensare che un sistema così in Italia non potrebbe mai funzionare visto che tutti prenderebbero solo la corsa in funivia e poi sbaferebbero gli impianti di risalita.

Pur in condizioni metereologiche non perfette, è stata una giornata piacevolissima in una stazione sciistica che in qualità non credo abbia nulla ad invidiare a nessuno. Quando poi sarò capace di fare la pista più facile di Grouse senza spettacolari cadute, sarò pronto per le altre e chissà prima che dopo potrei anche andare a provare Cypress o Whistler!

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