“La differenza tra la democrazia e la dittatura è che nella prima ti fanno votare poi ti danno ordini, mentre nella seconda non ti fanno perdere tempo a votare.” Charles Bukowski

Ho ricavato questa bella citazione dal blog di Beppe Grillo che si allinea perfettamente su un mio pensiero di qualche tempo fa. Oggi la democrazia è un bene intoccabile, uno di quei punti la cui bontà non si mette in discussione. La verità è che la definizione di democrazia è ben lontana dall’essere chiara ed il concetto fondante si è così evoluto dai tempi della prima formulazione da parte di Platone che viene da dubitare che oggi si attribuisca lo stesso significato al medesimo vocabolo. Il termine deriva proprio dal greco antico e letteralmente significa governo del popolo, come però questo governo del popolo debba essere implementato nella realtà non si specifica. Ed ecco che dunque ogni forma di governo che ha un vago intervento da parte della popolazione può fregiarsi del titolo di democrazia, sebbene l’efficacia ed il peso di tale intervento vari notevolmente.

Purtroppo è qui che la mia mancanza di cultura si fa sentire in modo più forte, non avendo alcuna base del tipo di studi che sul concetto di democrazia sono stati condotti in passato. Quello di cui sono sicuro è che i tradizionali valori che hanno caratterizzato il governo popolare non sono più condizioni sufficienti per determinare l’esistenza di una democrazia. La segretezza del voto, l’uguale valore del voto di ciascun individuo ed il suffragio universale sono solo alcuni dei presupposti indispensabili, ma non sono di per essi una valida base su cui fondarsi. Diverse democrazie occidentali, pur rispettando questi fondamentali principi per cui tanti nostri avi si sono sacrificati, non sono altro che un’opera teatrale a vantaggio degli elettori che nessun potere hanno più se non di scegliere i propri attori preferiti. Nemmeno sono certo se le democrazie del passato fossero diverse su questo punto e garantissero all’elettorato un potere sufficiente attraverso i propri rappresentanti.

Mi chiedo comunque se, a distanza di diversi decenni, in alcuni casi secoli, dalla definizione delle costituzioni delle democrazie del terzo millennio, non sia il caso di fermarsi a verificare che l’assunto su cui ci si basa sia effettivamente ancora vero ed il popolo abbia ancora il potere di scegliere e governare il proprio destino. Che poi questo fatto sia un bene o meno, è materia di altra discussione.

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