Sabato Boston. Lo dice il titolo. Che altro aggiungere? Prima volta negli Stati Uniti, escluse soste in aereoporto. Prima volta in cui userò i bigliettoni verdi che han fatto famoso Paperon De’ Paperoni. Prima volta in cui sentirò il cantilenato accento di Boston.

Sorprendentemente il viaggio da Vancouver a Boston richiede una giornata, tra scali e fuso orario. Non esistono voli diretti, la differenza di fuso sono tre ore e tra una cosa e l’altra si parte alla mattina presto e si giunge nel tardo pomeriggio, nel mio caso scalando a Toronto. Se sarò fortunato riuscirò a vedere la famosa skyline della capitale dell’Ontario, mentre decollerò per il breve volo alla volta della vicina Boston. Una volta sul posto mi dedicherò all’osservazione, come al solito e cercherò di prescindere dai pregiudizi il più possibile e concentrarmi su quello che vedrò. L’unica cosa che so di Boston è che la squadra di pallacanestro sono i Celtics, il resto è tabula rasa, da scrivere. Ho tempo fino a giovedì mattina per farmi un’idea sfocata.

Incontrerò all’aereoporto un collega inglese con cui trascorrerò la parte professionale del viaggio. Training personalizzato su diversi prodotti interessanti. Bello. Mi sono sempre piaciuti i training, mi piace ascoltare la gente che parla. Poi preferisco imparare le cose leggendole sui libri, ma sentirle raccontare è piacevole e dà una dimensione umana a tutta questa tecnologia che dopo un po’ sembra avere una vita propria ben lontana dall’umanità. Sarà anche un’occasione per incontrare diversi colleghi conosciuti solo via email e chat e dare dei volti a dei nomi visti e stravisti. Nonostante questo spero di non trascorrere troppo tempo in ufficio ed avere tempo per dare un’occhiata in giro.

E ovviamente sarà un’occasione unica per conoscere meglio il cugino che a Boston vive da tanto tempo e che non ho mai avuto occasione di vedere molto spesso. Alla mia età ha fatto una scelta simile alla mia e sono curioso di confrontare le nostre esperienze e magari ricavare un po’ di consigli utili da chi ha più esperienza.

Auguratemi buon viaggio e buona fortuna con i gendarmi statunitensi, chissà di cosa mi sgrideranno stavolta..

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