Adesso che ho anche il danaro (!) sono pronto per partire. Mi sono sentito molto Zio Paperone quando oggi il sorridente signore dell’ufficio cambiavalute mi ha spianato davanti i miei 213 dollari americani in tutto il loro spento verde vescica. Il mio portafoglio è gonfio di ventoni fruscianti che nemmeno il vecchio avaraccio di Paperopoli. Ho una mezza idea di farmeli cambiare in banconote da un dollaro in modo da averne un bel mazzetto e poter riprodurre qualche bella scena da film criminale di culto. Tanto per cominciare li leverò da portafoglio e li arrotolerò in un mazzetto da tenere in tasca in puro stile Al Capone, poi pensavo di chiedere in prestito una valigetta a uno dei commerciali e riempirla di verdoni tutti ordinati in file per mettere in scena un pagamento ai trafficanti. Ovviamente dovrò procurarmi un sigaro ed accenderlo con un biglietto di banca, magari di piccolo taglio. Il passo successivo sarebbe andare in uno strip club e mettere qualche dollaro nella biancheria della signorine, come Hollywood ha più volte insegnato e ribadito, ma non vorrei finire a spendere troppo e non posso certo spiegare loro che è tutto uno scherzo (!!!). (Per chi ha orecchie, una sola parola: Brandi’s)

Tutto questo prima che qualche avido tassista me li scippi tutti invocando l’abitudine della mancia che mi han detto essere ancora più diffusa di qui. Parto! A settimana prossima. Non scriverò più nulla fino a giovedì prossimo, chi viene sul blog prima di allora è solo un Gugolista! Possa strozzarsi di Influmed, essere fistato a ripetizione ed essere rimbalzato allo scritto di Niro. No dai, l’esame di Niro no.

One (red) dollar

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