Recentemente mi rendevo conto di come, mentre mi avventuro nel processo di conoscenza di persone nuove, ci siano alcuni passi sempre comuni e di come in un certo modo alcuni di essi siano ridicoli o divertenti. Innanzitutto mi riservo una lista di scorciatoie verso la beatitudine e la dannazione. Allo stomaco basta una frase per ritrarsi schifato o per ammorbidirsi nei confronti di qualcuno appena conosciuto. Per fare un esempio, il mio stomaco ha una particolare insofferenza per tutti coloro che hanno l’abitudine di dire “della serie..” ogni volta che riescono a collegare la realtà a qualcosa che han già visto. E’ proprio un’espressione che odio. Peggio ancora quando il discorso prende la piega “aspetto che mi succeda qualcosa”, qui proprio comincio ad esplorare le strategie di evasione. Al contrario il mio interesse si risveglia come un cobra nella gerla quando si accenna alla passione per i viaggi. O ancora di più se durante una conversazione viene utilizzata una parola di cui non conosco il significato.

Ma quello che davvero determina l’inclusione o l’esclusione dal circolo dei preferiti è la prima conversazione su temi completamente scorrelati dal quotidiano, se mai giunge a verificarsi. Può essere una serie di considerazioni di politica internazionale, una riflessione filosofica, la descrizione del proprio stile di vita, il perchè si crede o meno nell’esistenza di un’entità superiore o altro ancora di più insolito. La sussistenza stessa di questa argomentazione, non tanto i suoi contenuti, promuovono il candidato nell’olimpo delle persone con cui vale la pena avere a che fare. E da allora, da quando ho la consapevolezza che nel momento in cui volessi avventurarmi in argomenti complessi avrei un interlocutore in grado di rendere interessante lo scambio, da allora evito di ingaggiare discorsi oltre la solita semplice chiacchera, ma anzi sfoggio tutto il mio repertorio demenziale.

E tengo a precisare che non si tratta di un comportamento definito a priori od un progetto studiato, ma questa breve descrizione non è altro che un risultato di una sorta di auto-osservazione, come se stessi studiando un soggetto a me esterno. La bottom line è che credo di divertirmi di più a fare il pirla con qualcuno che considero intelligente piuttosto che con un altro pirla.

Grazie a chi ha segnalato il refuso. Refuso non errore.. :P

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