C’è il sole oggi a Vancouver. Un ospite insolito e gradito. Cielo terso e sereno fin dall’alba, o almeno da quando mi sono alzato, non proprio l’alba effettivamente. Temperatura tiepida e un’arietta frizzante decisamente piacevole. Tutto questo stimola il tipico vancouverita più di una puntina da disegno nella schiena ed infatti, stanati dai loro rifugi, si riversano per le strade e soprattutto nella natura che vicina li circonda. Io per ora resto un pigro milanese, e solitamente ci vuole ben di più perchè i piedi abbandonino le pantofole, ma evidentemente ormai qualcosa ha contagiato anche me e con sottomano la mia macchina fotografica, rediviva dopo i -35 gradi di Fernie, ho imboccato la gay-friendly Davie alla volta di English Bay e Stanley Park. La passeggiata sul mare che costeggia il lato sinistro del parco verso Lion’s Gate è gremita di canadesi che si godono il raro bel tempo. C’è chi corre, chi pedala, chi pattina e chi spinge passeggini. Ma la maggior parte stringe una macchina fotografica e scatta. La fotografia è un hobby diffusissimo da queste parti e non è infrequente incontrare loschi personaggi attrezzati di cavalletti, obiettivi e macchine fotografiche del valore di un’utilitaria, che si aggirano pronti a catturare gli affascinanti angoli di questa città. Il bello dell’era digitale e dell’internèt è che, anche senza chiedere, è spesso possibile accedere ai frutti delle loro fatiche: soprattutto dopo una giornata come questa Flickr raccoglie le migliori fotografie anche per chi come me è lontano dall’essere Oliviero Toscani. Il piacere di passeggiare davanti ad un panorama splendido però è impagabile e non è catturabile in alcun modo nella sua completezza. La sensazione di essere a contatto con la natura pur non distando più di un’ora a piedi da casa è qualcosa a cui non sono abituato e che sto scoprendo solo recentemente. Non ho mai vissuto in una città sul mare ed anche questo ha il suo peso. Il mare allunga gli orizzonti e relativizza ogni pensiero, mentre ondeggia sulla spiaggia e riflette quanto lo circonda. E’ bello tornare a casa sulle ultime luci del tramonto, tra una luna bianchissima e i rilievi lontani di Vancouver Island, ed incontrare sulla propria via una bald eagle appollaiata su un albero che circospetta lavora a qualcosa sul proprio nido.

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