Ieri sera, nel bel mezzo di un viaggio a nervi tesi, stavo dilettando la mia mente con uno di quegli argomenti ricorrenti da talk show radiofonico da radio privata a corto di idee. Il tema trito e ritrito ma mai esaurito del come eravamo e cosa facevamo. Anzi così poco esaurito che se ne può far materia da gioco di società o diletto con ciascuno dei partecipanti che porta al tavolo qualcosa che, parte del patrimonio comune di passato, fa ridere o sorridere gli altri e riporta alla mente il tempo che fu. Un qualcosa che può risalire ai bei tempi delle elementari come la Coccoina, la colla commestibile per eccellenza, la gomma pane che mai nulla ha cancellato ma diventava creta per innovative sculture, le penne Replay o l’Uni Posca che tanti bagni ha dipinto. O gli indimenticati classici ricordi televisivi a cavallo tra anni 80 e 90, quali i curvi campi da calcio di Holly e Benji, il ribelle (e a posteriori frocissimo) ciuffo rossiccio di Mirko di Kiss me Licia, Paolo Bonolis fresco di barba che presenta Bim Bum Bam, o ancora i mitici tempi di Ambra Angiolini a rispondere arrogantemente ad improbabili telefonate da casa. Che dire poi di quei cibi tanto popolari quando eravamo bambini e di cui ora non si sente più parlare? Mi riferisco al castagnaccio con i pinoli, i mapò, uno strano incrocio tra mandarino e pompelmo che ha tenuto banco al mercato in quel periodo degli incroci strani (da citare anche le mandarance), i saccottini, fiore all’occhiello della linea Mulino Bianco resa celebre da un Mugnaio Bianco indimenticabile, o le Frizzi Pazzi, caramelline così intrise di sostanze chimiche ignote che scoppiettavano non appena venivano messe in bocca. A quanti giocattoli poi abbiamo dedicato notti di sogni e desideri, dal mitico Subbuteo prima edizione con il campo Astropitch ed i fari a bordo campo, a quelle piccole motociclettine a cui si dava la carica tirando il casco che era attaccato alla sella, dalle macchine telecomandate Gig Nikko con la levetta per attivare il turbo che faceva finire le batterie in due minuti, al famigerato Crystal Ball la cui allegra pubblicità certo non menzionava che a soffiare nella cannuccia oltre a gonfiare il palloncino ci si prendeva anche il cancro. E gli eventi politici e di attualità? Il primo in cui mi sono sentito davvero coinvolto è stata la guerra in Iraq nel 1991, ricordo che ero in prima media e per due mesi abbiamo ascoltato la radio commentando ogni novità sotto la guida illuminante della professoressa Attilia B. La guerra in Jugoslavia, mani pulite e la nascita di Forza Italia, i mondiali negli Stati Uniti e tutto il resto. Qualcuno racconterà tutto questo (pure omettendo le cinture El Charro e le magliette strappate di Hulk Hogan) a chi verrà poi, ma noi eravamo li in prima persona e abbiamo vissuto tutto. Bello.

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